Alice Sanpaolesi de Falena

Dottore Commercialista Revisore Contabile

Già negli anni scorsi, su queste pagine avevamo parlato del “REDDITOMETRO” istituito nel 1983, strumento per l’Amministrazione Finanziaria con il quale poter determinare “a tavolino” il reddito complessivo del cittadino, prendendo a base i beni posseduti (o comunque dei quali si sostengono le spese) e dei servizi utilizzati.

In sostanza la verifica trova il suo fondamento su elementi e circostanze che indicano la capacità contributiva della persona.

La “Manovra correttiva” del luglio 2010 ha completamente innovato l’accertamento presuntivo basato sul redditometro, adeguandolo ai cambiamenti avvenuti nella società. Il nuovo redditometro continuerà ad utilizzare come indici di reddito il possesso di case, auto, barche, assicurazioni, cavalli da corsa, elicotteri, tesseramento a club esclusivi, viaggi, i servizi dei collaboratori familiari ma utilizzerà anche le spese di “qualsiasi genere” sostenute nel corso del periodo di imposta.

Il nuovo strumento valuterà il reddito dei contribuenti anche in relazione alla composizione del nucleo familiare (il redditometro del single sarà inferiore, a parità di beni posseduti, al redditometro di chi ha più familiari a carico), così come sarà presa in considerazione l’area territoriale di appartenenza del contribuente, perciò a parità di reddito il risultato potrà non essere lo stesso per chi abita al sud e chi abita al nord.

Un’altra novità consiste nel fatto che mentre prima i cosiddetti “incrementi patrimoniali” ovvero l’acquisto di auto o di immobili, veniva suddiviso su cinque anni di reddito, ovvero per un acquisto pari a 100 ad ogni annualità si imputava un importo pari a 20, adesso l’acquisto graverà nel conteggio del redditometro interamente nell’anno nel quale viene materialmente sostenuto. Nonostante venga fatta salva la possibilità per il cittadino di dimostrare che la disponibilità proviene da anni precedenti, l’abrogazione della presunzione relativa agli incrementi patrimoniali renderà molto più complessa la difesa del contribuente.

La nuova norma prevede un “contraddittorio obbligatorio preventivo”, ovvero l’Ufficio, prima dell’emissione dell’avviso di accertamento dovrà sentire il contribuente che in questa sede potrà fornire dati e notizie rilevanti.

All’attività di accertamento parteciperanno attivamente i Comuni di residenza, segnalando all’Ente di competenza (l’Agenzia delle Entrate, la Guardia di Finanza, l’Inps) tutte le notizie utili ad integrare quanto dichiarato dal soggetto nella propria dichiarazione dei redditi. A questo proposito l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei Comuni le dichiarazioni dei redditi dei cittadini. I Comuni che con loro attività porteranno l’Amministrazione Finanziaria ad incassare maggiori somme, avranno diritto ad un “incentivo economico” pari al 33% di quanto recuperato a titolo definitivo.

Dalla riscrittura dell’art. 38 del D.P.R. 600/1973, che potrà applicarsi al periodo di imposta 2009 e seguenti, l’Amministrazione Finanziaria si attende un maggior gettito di 20 miliardi di euro……

(Fonte “La Settimana Fiscale” “Manovra Correttiva 2010” – Quaderno 2010 del 17 settembre 2010)