D. Giugliano Giornalista

Chi è avvezzo alla professione medica è ben lungi dal percepire la mole di lavoro richiesta per la realizzazione di un’opera editoriale di queste dimensioni. Trasferire quasi cent’anni di attività dell’Ordine, nelle 183 pagine che compongono “Un secolo di storia dell’Ordine dei Medici Chirurghi di Pisa” ha richiesto un impegno che solo e soltanto uno dei massimi esperti italiani del settore poteva sostenere.

«Un’opera che ha richiesto un grande lavoro di ricerca e raccolta dati – dice il professor Alberto Zampieri – specialmente quella riconducibile al periodo che va dal 1911 fino alla II Guerra Mondiale. Alla fine, grazie anche alla collaborazione di molti colleghi, siamo riusciti a dare alle stampe un progetto che testimonia la costante volontà dell’Ordine di farsi mediatore in qualsiasi controversia in difesa della classe medica». Un progetto editoriale che parte da lontano, proprio per consentire  al suo autore di andare ad “investigare” nei luoghi deputati alla conservazione delle memorie locali, partendo dall’Archivio di Stato, rivelatosi privo di qualsivoglia atto, passando dalla Biblioteca Universitaria e quella della Facoltà di Medicina e Chirurgia, per finire all’Archivio dell’Ordine che inizia a connotarsi con chiarezza a partire dal 1946. Un’opera preziosa per capire quanto è stato fatto a sostegno di questa fondamentale professione, trasformatasi nel tempo grazie al progresso scientifico, alla ricerca ed alle più recenti realizzazioni tecnologiche. Suddiviso in sette capitoli, anticipati dalla presentazione del Presidente dell’Ordine, il volume ci consente di affrontare con estrema godibilità, un percorso storico che grazie all’abilità dell’autore, ci sembra ancora dietro l’angolo. Un giusto riconoscimento, questo che anche ai colleghi più giovani, permette di valutare e comprendere quanto di buono si possa ancora utilizzare dello stato dell’arte di chi, in momenti veramente difficili, è riuscito ad alleviare, con grande impegno e sacrificio, le sofferenze di una popolazione veramente ridotta allo stremo. Passaggi cruciali, tra le “pieghe” del libro, che parlano di un rapporto “medico-paziente” che va ben oltre la diagnosi e la terapia. Un rapporto che oggi, per fortuna, sembra essere in gran parte recuperato come si evince anche nella presentazione del Presidente. «Comprendere le esigenze della gente – scrive Figlini – dei nostri iscritti, della vita che cambia, è un valore aggiunto che cerchiamo di conseguire sul campo».