Alice Sanpaolesi de Falena

Dottore Commercialista Revisore Contabile

Il recente “decreto per lo sviluppo” varato dal Consiglio dei Ministri il 6 maggio 2011 contiene diverse novità ed alcune semplificazioni, ma la vera particolarità sta nel fatto che il decreto è stato accompagnato da un discorso tenuto dal Ministro Tremonti, che ha tuonato contro la pressione fiscale che diviene poi “oppressione” nel momento in cui gli adempimenti sono troppi e i controlli condotti con tempistiche, modalità e finalità di risultato tali da renderli vessatori.

Sulla stessa linea del Ministro il Direttore dell’Agenzia delle Entrate che ha diramato una nota agli Uffici con la quale ha invitato a non procedere con contestazioni pretestuose a carico dei contribuenti pena provvedimenti disciplinari nei confronti del soggetto verificatore. Insomma tutti d’accordo, anche se di fondo restano aperte le vere questioni: ad iniziare dal fatto che con le previsioni di gettito del denaro recuperato con la lotta all’evasione si preveda di coprire la spesa pubblica, fino alla richiesta costantemente in aumento del budget di risultato rivolta dalla Pubblica Amministrazione agli Uffici Finanziari.

Passando al contenuto del decreto è stata prevista la riapertura dei termini per la rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni societarie; l’abolizione della carta carburante per coloro che pagano con carta di credito o bancomat (ma forse occorre una carta dedicata… e in ogni caso il rifornimento non può mai avvenire per contanti); il divieto (non sanzionato) agli Uffici Finanziari di richiedere ai contribuenti documenti dei quali l’Ufficio o altre Pubbliche Amministrazioni siano già in possesso; l’abolizione dell’invio al Centro Operativo di Pescara della dichiarazione di inizio lavori per usufruire della detrazione del 36% sulla ristrutturazione degli immobili; l’abolizione da parte del dipendente della comunicazione annuale al datore di lavoro dei carichi di famiglia in assenza di variazioni rispetto all’anno precedente; l’abolizione da parte dei soggetti con partita iva dell’invio della comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle spese pari o superiori a 3.600,00 euro (spesometro) se effettuate con carte di credito (infatti le operazioni effettuate con carte di credito sono già “tracciabili” in quanto vige l’obbligo per gli operatori finanziari di comunicare all’Agenzia delle Entrate l’esistenza dei rapporti); infine non sarà più necessario fare la richiesta per ottenere la rateizzazione dei debiti tributari derivanti dalla tassazione separata o dal controllo delle dichiarazioni e viene ribadito il principio secondo il quale se un adempimento cade di sabato o di giorno festivo viene rinviato al primo giorno lavorativo successivo.

Tutto ciò premesso è d’obbligo ricordare che il decreto deve essere convertito in legge e che probabili sono le modifiche, perciò per il momento continuiamo a compilare le schede carburante, ad inviare le comunicazioni al Centro operativo di Pescara, i carichi di famiglia al datore di lavoro…

(Fonte “Il Sole 24 Ore” e “Eutekne” Maggio 2011)