G.U. Berti Direttore Editoriale

Snellire la burocrazia della salute. E’ questo il messaggio che l’Andrologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria propone da tempo per concludere il complesso percorso clinico – diagnostico nell’arco di uno – due giorni al massimo. Una scelta anche di necessità, che sta dando già buoni frutti, data la crescente richiesta da parte dei cittadini. Sta cioè prendendo piede quello che passa ormai sotto il nome di “modello Pisa”. Al direttore dell’Unità Operativa, Antonella Bertozzi, chiediamo  ulteriori particolari.

In cosa consiste esattamente questo “modello Pisa”?

Il “Modello Pisa” consiste in un nuovo metodo di organizzazione, funzionale alle esigenze dei pazienti che da soli o in coppia, trovano  risposta  articolata e  rapida ad ogni specifica  richiesta. Con uno, massimo due accessi in ambito sanitario viene esaurito tutto l’iter diagnostico e quindi terapeutico con attenzione capillare anche all’aspetto preventivo. Il paziente e la coppia vengono presi in carico in maniera totale, accompagnati fisicamente nel percorso, sollevati da qualunque ricerca personale di appuntamenti e compilazione d’impegnative. Come espresso dal Direttore Generale dell’AOUP, Dr. Carlo Rinaldo Tomassini – durante il congresso “Andrologia: pari opportunità per il maschio” organizzato dal nostro centro un mese fa – a proposito della nuova strutturazione di lavoro,  si tratta di “una innovazione del come, non del cosa; le collaborazioni fra i vari specialisti sono da sempre in essere, ma è il coordinamento particolare delle varie Unità Operative che permette l’espletamento in 24, massimo 48 ore di tutte gli accertamenti necessari”. Per visualizzare in pratica quanto offriamo all’utenza, possiamo dire che i pazienti o le coppie che telefonano o arrivano direttamente al Centro di Andrologia dell’AOUP, trovano un personale formato all’ascolto attivo che indirizza l’utenza stessa verso lo specialista andrologo; subito dopo la visita specialistica, inquadrati i pazienti nella propria complessità clinica, s’individua un percorso in gran parte effettuato all’interno del Centro stesso, condiviso con i pazienti, che vede la collaborazione di dieci Unità Operative che contestualmente offrono le prestazioni necessarie. Le valutazioni specialistiche sono alcune specifiche per il maschio, la maggior parte fruibili da entrambi i partners della coppia (es. visita cardiologica, visita urologica, visita dermatologica, senologica, oncologica, psicologia etc, valutazioni ormonali basali e di routine, valutazioni endoteliali, ecografie, valutazioni microbiologiche, tamponi etc.). Tutto ciò, nella maggior parte dei casi in un solo giorno.

Credo sia interessante sottolineare alcuni aspetti per chiarire l’importanza dei percorsi diagnostico-terapeutici andrologici messi in atto dall’AOUP. Le patologie andrologiche presentano incidenza elevata nella popolazione, tanto che per il deficit erettivo e l’infertilità si configura il quadro di vere malattie sociali, secondo l’OMS, ovvero di malattie che interessano più del 10% della popolazione. Vari gli argomenti di interesse dell’andrologia: dall’induratio penis plastica alle patologie prostatiche neoplastiche e non, alla riabilitazione post – chirurgica, alle malattie sessualmente trasmesse, all’eiaculazione precoce, ai disordini dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, a tutta la patologia testicolare, alle malattie disgenetiche e rare. E’ necessario notare, poi, che malattie andrologiche, come l’infertilità ed il deficit erettivo, possono costituire l’unica problematica dell’organismo o l’epifenomeno, il campanello d’allarme di altre sindromi; basti pensare, ad esempio, al deficit erettivo dovuto alla disfunzione del tessuto che riveste internamente i corpi cavernosi del pene, l’endotelio, che è lo stesso tessuto che entra in gioco nella funzionalità del cuore e di tutti i vasi arteriosi. Ecco che diagnosticare e trattare precocemente la disfunzionalità dell’erezione, significa prevenire altre patologie. O ancora: molti pazienti che sperimentano problemi d’infertilità sono affetti da alterazione dismetaboliche (es. sindrome metabolica obesità, intolleranza glucidica, resistenza insulinica, ipertensione, diabete etc.) magari in fase iniziale, ancora ignorate che alterano la qualità del liquido seminale, ma anche la qualità della vita.

Considerare il paziente nella sua complessità ed interezza clinica, significa, allora, fare prevenzione primaria (evitando l’insorgere di altre patologie oltre a quella per la quale la persona o la coppia è giunta all’osservazione) e secondaria (limitando il danno). Per tal motivo i percorsi diagnostici-terapeutici  andrologici, specifici per le singole patologie ed adeguati per ogni specifica esigenza, permettono un inquadramento del paziente o della coppia nella propria complessità clinica. Ciò consente, oltre all’attività specifica di prevenzione – abbattimento dei tempi di attesa – uno, massimo due accessi in ambito ospedaliero per l’espletamento di tutto l’iter – valutazione contestuale di entrambi i partner quando necessario – risparmio di tempo per l’utenza che non è più costretta a cercare in prima persona gli appuntamenti necessari (due giorni al massimo per il totale espletamento, contro ai circa sei mesi precedenti alla strutturazione dei percorsi) – diminuzione dello stress fisico e psichico per la costruzione “personale” dell’iter sanitario – essenziale collaborazione con gli specialisti e con il medico di famiglia coinvolto nella scelta del percorso e nella condivisione della terapia – diagnosi e cura risultato di una visione generale e non  soltanto iperspecialistica.

Quali sono i prossimi traguardi organizzativi?

L’organizzazione in percorsi (percorso infertilità con percorso donna incluso, percorso deficit erettivo,  percorso prostata con malattie sessualmente trasmesse, percorso Suxcessfull Aging di coppia, percorso induratio penis plastica, percorso eiaculazione precoce, percorso salute giovani) è stata valutata positivamente dall’utenza e dalla Regione Toscana che, insieme alla  Direzione Aziendale ed al Centro di Andrologia stesso, individua tre progetti, ormai “in fieri”, ad alto impatto sociale:

Primo progetto – “ Pari opportunità per il maschio: opera di prevenzione delle patologie andrologiche e sessuali”. Il progetto s’ inserisce nel contesto dello specifico interesse della Regione Toscana per la patologia di genere e la prevenzione; la fascia d’età coinvolta è quella dei 17-19 anni con il duplice scopo: offrire al maschio le stesse possibilità e diritti di diagnosi e cura precoce come avviene di routine per il sesso femminile; sensibilizzare i giovani alla prevenzione delle patologie genitali per garantire il mantenimento, nell’arco della vita, della capacità sessuale e riproduttiva, data l’alta incidenza delle patologie andrologiche (in molti casi vere malattie sociali che incrementano la spesa del SSN). Si coinvolgono: Comuni e Province, Società della Salute, consultori, farmacie, medicine del lavoro, fabbriche, medici di Medicina Generale e scuole, sindaci, provveditori e presidi, Ordini dei Farmacisti.

Secondo Progetto: Progetto DNA nemaspermico. Risponde alla richiesta di un progetto scientifico innovativo che qualifichi la Regione Toscana come punto di eccellenza andrologica. Ha un risvolto pratico clinico importante. La frammentazione del DNA degli spermatozoi è presente, infatti, nel 27% dei casi di infertilità di coppia ed è causata, da vari momenti etiopatogenetici fra cui l’iperespressione dei radicali liberi che si riducono con specifiche terapie antiossidanti. Questo apre nuove possibilità terapeutiche che possono essere validate  su grandi numeri.

Terzo progetto: Gestione delle attività relative alla esecuzione e refertazione delle analisi del liquido seminale. Questo terzo progetto è messo a punto per rispondere alla richiesta-necessità dell’utenza su tutta  l’Area Vasta Nord Ovest di usufruire d’una valutazione adeguata per ciò che concerne l’esecuzione dello spermiogramma. Si tratta infatti dell’esame base per gestire in maniera ottimale l’iter diagnostico terapeutico delle coppie con problemi di infertilità e contenere, di conseguenza, con scelte oculate e rispondenti alla reale necessità dei pazienti, la spesa sanitaria immediata e nel proseguo.

Si crea uno sportello virtuale con il Centro di Andrologia dell’Ospedale Santa Chiara, con connessione immediata con tutti i centri. Ne consegue: spermiogramma in tempo reale operatore decentrato-operatore centrale con razionalizzazione dei costi, lavoro in economia di scala, possibilità di sviluppare altri aspetti di telemedicina andrologica. La Regione Toscana costituirà un numero verde predisposto e materiale divulgativo.

L’importanza di questi tre progetti è ulteriormente aumentata dal fatto che “nuove” cause sottendono al deficit erettivo ed all’infertilità: fra queste, prima fra tutte, l’utilizzo delle così dette “droghe leggere”. La Regione Toscana, molto impegnata sull’aspetto del mantenimento della salute e della prevenzione primaria delle patologie (varie e articolate le campagne sociali finalizzate a questo scopo) darà massimo incremento ad una politica capillare di informazione sui danni alla fertilità dovuta proprio all’uso di sostanze come il tetraidrocannabinolo (spinello) e l’eritroxilon coca (cocaina) e sovvenzionerà i tre progetti sopra citati.

Che messaggio lancia all’ASL come andrologia sociale e territoriale

Tra i vari attori dei tre progetti sopra ricordati, è presente la ASL: il dr. Rocco Damone, Direttore Generale, ha condiviso con noi i progetti e, vorrei dire, tutta la politica che stiamo portando avanti, di prevenzione delle patologie andrologiche finalizzata a garantire la salute riproduttiva e sessuale anche tramite un’ informazione rigorosa e capillare che coinvolga scuole, famiglie associazioni, giovani.   

                                                                                                                   

Consiglierebbe ai giovani laureati questa specializzazione?

A mio avviso la scienza andrologica è affascinante ed in piena espansione; penso, ad esempio, agli studi che stiamo portando avanti per ciò che riguarda la neuro-andrologia. Non esiste  la specializzazione in Andrologia da alcuni anni, per scelte “politiche” e non scientifiche dato che la materia, come dicevo, è per i passi avanti fatti e per l’articolazione enorme dei temi trattati, una disciplina a sè stante. Speriamo di allinearci con altri paesi europei in cui, invece, la specializzazione è presente. Intanto organizziamo corsi professionalizzanti, master e corsi per specialisti nel settore urologico, endocrinologico, clinico medico, biologico per chi abbia interesse al settore. Comunque, personalmente, consiglierei di avvicinarsi a questa materia.                                                                                                                                                                         

Con l’espandersi della medicina di genere prevede ricadute d’immagine negative per l’andrologia?

Speriamo proprio nelle ripercussioni “andrologiche” che non ruberanno l’immagine, ma la potenzieranno. I progetti cui accennavo sopra, strutturati con la AOUP, la Società della Salute, la Regione Toscana e le altre varie realtà territoriali, sono finalizzati anche a ricercare una medicina “di genere” che sia declinata finalmente al maschile, senz’altro come approccio terapeutico, ma anche per ciò che riguarda la prevenzione. Fino al momento presente, proprio quest’ultimo aspetto vede un interessamento che è quasi esclusivamente dedicato alla donna. Penso a tutte le bellissime, fra resto, campagne di prevenzione, per la menopausa, le patologie cardiologiche, le patologie tumorali, l’osteoporosi. Pochi sanno, per esempio, che più di un terzo delle fratture di femore interessa proprio il sesso maschile notevolmente penalizzato per l’osteoporosi; che esiste anche una “andropausa” o come con termine più moderno vogliamo chiamarla, “deficit parziale di androgeni durante l’invecchiamento” e che a questa situazione fa seguito una  serie di patologie dismetaboliche e cardiovascolari. O ancora: che il decremento di testosterone, ormone necessario non solo per  l’apparato riproduttivo, ma per la mineralizzazione ossea, come dicevo, la massa muscolare, il funzionamento “maschile” del cervello non solo in ambito sessuale, e per tante altre funzioni fisiologiche dell’organismo, si osserva oggi frequentemente anche nei maschi più giovani, per esempio per l’utilizzo dello “spinello”, della cocaina e di altre sostanze.

Ecco, allora, l’importanza di un’Andrologia presente anche sul territorio.

Quanto è importante il ruolo del medico di base in questo percorso?

Senz’altro è un ruolo fondamentale. I percorsi sono stati infatti valutati e condivisi con i medici di base, che rappresentano il perno nella gestione del paziente e della coppia.