Alice Sanpaolesi de Falena

Dottore Commercialista Revisore Contabile

Trattandosi di una pagina dedicata alle questioni fiscali potremmo esaminare nel dettaglio quali nuovi indici siano stati inseriti nel “redditometro” o analizzare più da vicino lo “spesometro”,

ma oggi è il 2 dicembre 2011, il Governo Monti ha annunciato le nuove misure economiche suggerite dalla Comunità Europea che saranno inserite nella manovra di lunedì 5 dicembre prossimo, “Il Sole24 Ore” in edicola illustra le varie misure che molto probabilmente conterrà la manovra: da un ritocco in aumento alle due aliquote Irpef più alte, dalla tassa sui beni di lusso, dalle pensioni che passano dal 2012 dal sistema retributivo a quello contributivo, al blocco della rivalutazione degli assegni sulla base dell’inflazione, all’incremento per le donne dell’età pensionabile che passa a 62-63 anni e per gli uomini a 66-67, alle pensioni di anzianità ottenibili solo dopo 41-42 anni di contributi, all’Ici che ritorna sulla prima casa, all’Ici progressiva sulle seconde case, e all’Ici ancor più consistente al crescere del patrimonio immobiliare (una sorta di patrimoniale insomma), alla rivalutazione delle rendite catastali degli immobili, all’incremento dell’IVA (oggi con aliquota del 21%) da innalzare al 22-23%, alla possibilità di abbassare il limite massimo dei pagamenti in contanti (la tracciabilità) dagli attuali 2.500 euro a 500 o addirittura 300 euro. A fronte di queste nuove gravose imposizioni il Governo Monti ha previsto misure per il rilancio dell’economia come la riduzione dell’Irap, gli interventi di sostegno per giovani e donne, ma…. è una giornata incerta, anche se la borsa ha chiuso in positivo e lo spread sul bund è stato pari al 4,23%, anche se il Paese “economico” ha lavorato come sempre, anche se l’Italia è tra le sette Nazioni più industrializzate anche se la Cancelliera Merkel ha detto che “… l’Italia ha davanti a sé un’enorme sfida è responsabile per il proprio futuro e per il futuro dell’Europa essendo l’Italia la terza economia della Ue, il suo futuro è il futuro dell’Eurozona…” anche e soprattutto perché tutto quanto sta accadendo all’economia italiana solo pochi anni fa non lo avremmo creduto possibile, la nostra economia è costituita da grandi ma anche da piccoli imprenditori tenaci, da lavoratori coscienti, da professionisti capaci, come è potuto succedere? Molti sono gli interrogativi che si pongono, su chi ha bene e male operato, sui rimedi efficaci o peggiori del male stesso, e al di là delle pesanti misure fiscali che ci attendono grande è la speranza che come dopo ogni burrasca torni il sereno con un’Italia più sana e più forte di prima. Nonostante tutto, Buon Natale!

(Fonte “Il Sole 24 Ore” del 2 dicembre 2011)