R. Trivelli Consigliere CAO Pisa – Presidente ANDI Pisa

 

Pubblichiamo di seguito due importanti lettere del dottor Giuseppe Renzo, Presidente della CAO Nazionale e del dottor Antonio Panti, Presidente FTOM, che fanno riferimento ad una questione che si è presentata all’inizio dell’estate, ma che non è stato possibile portare alla attenzione dei lettori di Pisa Odontoiatrica vista la pausa delle ferie e i tempi di stampa della rivista.

Ci riferiamo al piano sanitario della Regione Toscana, che affida agli igienisti dentali la gestione di un progetto di prevenzione dentale nella età evolutiva all’interno delle strutture scolastiche, liberi dal controllo degli odontoiatri; intento assolutamente legittimo, se non fosse che vengono attribuiti agli igienisti dentali compiti di secondo livello e quindi di diagnosi precoce non previsti dalla normativa  e di spettanza del medico. E ciò dopo che è cessato – per volere della Regione – il pluriennale e validissimo progetto legato alle sigillature dei sesti ed alle visite preventive effettuate da odontoiatri nei loro studi.

Non è la prima volta che ci troviamo di fronte ad attacchi diretti ad acquisire nuove competenze professionali non previste dalla legge, atti a creare spazi già ricoperti professionalmente dagli odontoiatri. Questa problematica fu già trattata circa un anno fa nel numero 50 di Pisa Medica sul quale comparve un articolo dal titolo “Igienista dentale: autonomia o collaborazione?”; titolo che risulta ancora attuale e forse lo resterà ancora per molto tempo.

Abbiamo il privilegio di avere a Pisa un Corso di Laurea in Igiene Dentale che inserisce nel mondo del lavoro igienisti preparati e apprezzati per competenza e manualità. Detta figura professionale fu voluta molti anni or sono dalla parte più accorta della odontoiatria esclusivamente per avere un indispensabile collaboratore. L’ambito di intervento della igienista è regolato dalle norme enunciate nella lettera autorevole  che il dottor Giuseppe Renzo, Presidente Nazionale della Commissione dell’Albo degli Odontoiatri, ha inviato all’Assessore alla Salute della nostra regione dott. Luigi Marroni in seguito anche alle osservazioni del Presidente della  Federazione Toscana degli Ordini dei Medici dottor Antonio Panti in relazione al ventilato piano sanitario della Regione Toscana 2012/2015.

Non sarebbe necessario puntualizzare alcuni concetti a difesa della salute generale, che ormai dovrebbero far parte delle comuni acquisizioni e difesi come valori a garanzia dell’intera comunità  e  al di fuori di qualsiasi intervento di spending review.

La diagnosi è un atto del medico al quale un percorso di studi idoneo ha fornito nozioni peculiari a 360 gradi che gli hanno conferito la capacità di cogliere quei sintomi e quei segni, che gli permettono una diagnosi prima di una terapia o di applicare una tecnica di intervento idonea e con la necessaria manualità. Il coinvolgimento degli igienisti dentali in progetti di prevenzione è corretto? Certo, ma le loro attività devono essere  subordinate alla priorità dell’atto medico, unico garante di una corretta anamnesi, diagnosi e terapia, e a difesa della salute dei cittadini. E questo vale anche per una banale anestesia sulla mucosa orale per la quale è indispensabile una corretta interpretazione anamnestica e la capacità di diagnosticare le, per fortuna rare, reazioni avverse.

Vorrei inoltre sottolineare come un’aula scolastica non sia idonea  alla visita della cavità orale e per questo sconsiglio i Dirigenti Scolastici a favorire qualsiasi Progetto, che preveda all’interno dell’istituto la visita della bocca e dei denti,  perché è un atto che deve avvenire in strutture che rispondano ai requisiti richiesti delle normative. Ritengo pertanto molto più utili e corretti interventi formativi di prevenzione orale rivolti agli insegnanti, che sono a stretto contatto quotidiano con i bambini ai quali possono trasmettere il messaggio con adeguati ausili e materiali  coinvolgendo i dentisti insieme agli igienisti dentali.