G. Gabriellini U.O. Oculistica Universitaria A.O.U.P.

 

La tecnica del (CXL) è una delle tecniche più innovative nel panorama oftalmologico mondiale; è una procedura chirurgica che ha lo scopo di rallentare o di bloccare la progressione delle patologie corneali, caratterizzate da uno sfiancamento progressivo della cornea, come il cheratocono.

Questa metodica chirurgica assicura un successo anatomico e clinico, riducendo in modo considerevole il numero dei giovani pazienti candidati all’intervento di trapianto di cornea.

Il Cheratocono è una patologia della cornea caratterizzata da un assottigliamento e da un’ectasia  corneale, che si accompagna ad una riduzione del visus. Tale riduzione visiva è dovuta essenzialmente ad una distorsione del profilo della superficie corneale, con conseguente insorgenza di  un astigmatismo irregolare. Queste alterazioni risultano difficilmente correggibili con i presidi ottici convenzionali.

Il cheratocono ha un impatto sociale importante in quanto coinvolge giovani pazienti, inficiando sulla loro qualità di vita.

Si calcola un’incidenza di un caso ogni 2000 persone nei paesi occidentali, ma questo è un valore sicuramente sottostimato, poichè molti casi sono asintomatici o non correttamente diagnosticati.

Quando l’acuità visiva è gravemente compromessa o sussistono gravi segni di sfiancamento corneale è necessario procedere all’intervento di trapianto della cornea (cheratoplastica).

Ruolo del medico di famiglia è  indirizzare i pazienti affetti da cheratocono, verso centri specializzati, per intraprendere la terapia più appropiata, e per accertare o meno la presenza della patologia nei familiari del paziente, visto che il cheratocono ha una componente ereditaria.

Il cross linking é una procedura che si basa sull’imbibizione della cornea con riboflavina  e successiva esposizione dello stroma corneale ai raggi ultravioletti di tipo A. Esistono due metodiche di Cross Linking: il Cross Linking tradizionale definito Epi-off e il Cross Linking Transepiteliale o Epi-on, di recente introduzione.

Il trattamento determina una stabilizzazione della struttura corneale ed un aumento delle proprietà meccaniche del tessuto attraverso la creazione di nuovi legami crociati covalenti tra le molecole di collagene stromale. Il CXL è indicato nei cheratoconi in stadio iniziale con tendenza evolutiva (peggioramento del visus naturale o corretto o incremento dell’astigmatismo rilevabile alla topografia corneale).

L’intervento viene eseguito in regime ambulatoriale in anestesia topica (con gocce di collirio anestetico); ha una durata di circa un’ora e non é assolutamente doloroso. Al termine della procedura viene posizionata sulla cornea una lente a contatto terapeutica che sarà poi rimossa dopo 3 giorni dall’intervento, quando l‘epitelio si sarà riparato. La terapia medica postoperatoria si avvale della somministrazione di colliri antibiotici,  lacrime artificiali e talvolta cortisonici.

Il decorso  postoperatorio dopo CXL con disepitelizzazione è tuttavia molto doloroso, poichè durante l’intervento, vengono coinvolte  le terminazioni nervose corneali. Nei primi mesi postoperatori si puo’ verificare un lieve peggioramento dell’acuità visiva.

Dopo circa 6 mesi dal  trattamento si realizza  un progressivo, variabile, miglioramento della vista e degli indici topografici ed aberrometrici.

Nel CXL transepiteliale, viene utilizzato un collirio costituito da Riboflavina 0,1% in associazione con sostanze facilitanti (enhancer) che permettono alla Riboflavina di penetrare  all’interno dello stroma corneale anche in presenza di epitelio integro. Questa procedura, permette di evitare il doloroso decorso post-operatorio ed il peggioramento del visus che si realizza nei primi mesi. Inoltre consente il trattamento di pazienti che non rientrano nei criteri di inclusione per CXL tradizionale, cioè pazienti con scarsa collaborazione, cheratoconi con cornee estremamente sottili.

Vengono effettuati più di 25.000 interventi di CXL l‘anno negli oltre 1.000 centri operanti in tutto il mondo.

Tutti  gli studi clinici effettuati evidenziano la sicurezza del trattamento nel lungo periodo, dimostrando inoltre la riduzione dell’astigmatismo ed il contemporaneo miglioramento dell’acuità visiva in almeno il 70% dei pazienti.

La modificazione della visione dopo CXL è dovuta sia  alla riduzione dell’astigmatismo sia all’instaurarsi di una maggiore omogeneità della superficie corneale.

Dopo l’intervento é possibile utilizzare nuovamente le lenti a contatto.

La recente ricerca scientifica si sta orientando verso ulteriori ottimizzazioni della procedura, che possano coniugare l’attuale efficacia e la sicurezza della tecnica transepiteliale ad una maggiore rapidità di trattamento.

Il futuro  del CXL si chiama Iontoforesi, una nuova tecnica, completamente innocua,  che viene effettuata mediante l’applicazione di due elettrodi collegati ad un generatore di corrente.

L’applicazione della corrente consente un rapido ed uniforme passaggio del farmaco nella cornea. Questa metodica ridurrà sensibilmente la durata dell’intervento, mantendo peraltro gli stessi livelli di efficacia e sicurezza.

Nella U.O. Oculistica Universitaria dell’Azienda Ospedaliera Pisana, diretta dal prof. Marco Nardi, vengono da anni eseguiti numerosi trattamenti di CXL sia tradizionale che transepiteliale. In particolare la dr Giovanna Gabbriellini è il medico dedicato al trattamento di CXL.

Il trattamento, ambulatoriale, è convenzionato con il servizio sanitario nazionale.