Commissione Albo degli Odontoiatri di Pisa

 

OBBLIGO DI PREVENTIVO

L’Ordine si trova a dover affrontare contenziosi fra medici e pazienti che nascono dal fatto che il medico non ha fornito al paziente un preventivo di spesa e, al termine del rapporto professionale, il paziente contesta l’entità dell’onorario.

L’Ordine ricorda che l’art. 54 del Codice Deontologico (onorari professionali) prevede che il medico “è tenuto a far conoscere il suo onorario preventivamente al cittadino”, ragion per cui il non fare il preventivo equivale ad infrazione deontologica. Inoltre la legge n. 27 del 24/03/2012 ha dato forza legale a questo principio, per cui adesso questo non è più solo un precetto deontologico, ma anche un obbligo di legge. Pertanto la CAO richiama tutti i propri iscritti all’obbligo di sottoporre al cliente il preventivo di spesa all’atto dell’accettazione dell’incarico, avendo cura di raccogliere la formale accettazione del preventivo stesso. La mancata ed ingiustificata esposizione del preventivo, oltre a costituire una infrazione sanzionabile disciplinarmente, esporrà il medico al rischio di non ottenere da parte dell’Ordine il parere di congruità per la riscossione del proprio onorario.

COMUNICAZIONE DI CONVENZIONI STIPULATE DAGLI ODONTOIATRI ED INCARICHI DI DIRETTORE SANITARIO

“Nell’ambito del Coordinamento Regionale delle Commissioni Albo Odontoiatri è stato rimarcato il ruolo che l’Ordine riveste a tutela del cittadino. Considerato il proliferare di società, tra cui alcune poco chiare, che propongono forme assicurative o vendita di prestazioni odontoiatriche, al fine di un riordino dei rapporti  delle modalità e forme di espletamento dell’attività professionale, si richiede ai colleghi odontoiatri operanti nella Provincia di Pisa quali rapporti di contratto o convenzione privata diretta intrattengano ai sensi dell’art. 65 e 68 del Codice di Deontologia medica, nonché di comunicare se svolgono funzioni di direttore sanitario o responsabile sanitario presso strutture pubbliche o private e con quali orari ai sensi dell’art. 69 del sopraccitato Codice di Deontologia”.

ART. 65 – SOCIETÀ TRA PROFESSIONISTI

I medici sono tenuti a comunicare all’Ordine territorialmente competente ogni accordo, contratto o convenzione privata diretta allo svolgimento dell’attività professionale al fine della valutazione della conformità ai principi di decoro, dignità e indipendenza della professione.

I medici che esercitano la professione in forma societaria sono tenuti a notificare all’Ordine l’atto costitutivo della società, costituita secondo la normativa vigente, l’eventuale statuto e ogni successiva variazioni statutaria ed organizzativa.-…Omissis….

ART. 68 – MEDICO DIPENDENTE O CONVENZIONATO

Il medico che presta la propria opera a rapporto d’impiego o di convenzione, nell’ambito di strutture sanitarie pubbliche o private, è soggetto alla potestà disciplinare dell’Ordine anche in riferimento agli obblighi connessi al rapporto di impiego o convenzionale.

Il medico dipendente o convenzionato con le strutture pubbliche e/o private non può in alcun modo adottare comportamenti che possano indebitamente favorire la propria attività libero-professionale.

Il medico qualora si verifichi contrasto tra le norme deontologiche e quelle proprie dell’ente, pubblico o privato, per cui presta la propria attività professionale, deve chiedere l’intervento dell’Ordine, onde siano salvaguardati i diritti propri e dei cittadini.

In attesa della composizione della vertenza egli deve assicurare il servizio, salvo i casi di grave violazione dei diritti e dei valori umani delle persone a lui affidate e della dignità, libertà e indipendenza della propria attività professionale.

ART. 69 – DIREZIONE SANITARIA

Il medico che svolge funzioni di direzione sanitaria nelle strutture pubbliche o private ovvero di responsabile sanitario in una struttura privata deve garantire, nell’espletamento della sua attività, il rispetto delle norme del Codice di Deontologia Medica e la difesa dell’autonomia e della dignità professionale all’interno della struttura in cui opera.

Egli comunica all’Ordine il proprio incarico e collabora con l’Ordine professionale, competente per territorio, nei compiti di vigilanza sulla collegialità nei rapporti con e tra medici per la correttezza delle prestazioni professionali nell’interesse dei cittadini.

Egli, altresì, deve vigilare sulla correttezza del materiale informativo attinente alla organizzazione e alle prestazioni erogate dalla struttura.

Egli, infine vigila perché nelle strutture sanitarie non si manifestino atteggiamenti vessatori nei confronti dei colleghi.