Commissione Albo degli Odontoiatri di Pisa

 

NOVITA’ IN  MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO NEGLI STUDI PROFESSIONALI

Sulla G.U. n.162 del 13.07.2012 è stata pubblicata la Legge 12.07.2012, n. 101 concernente “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 maggio 2012, n. 57, recante disposizioni urgenti in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro nel settore dei trasporti e delle microimprese”.

Come è noto l’art. 1, comma 2, del decreto-legge 57/12 prevede la possibilità di autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi da parte dei datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori sino e non oltre il 31 dicembre 2012.

Ne discende che entro la data del 31 dicembre 2012, tutti i titolari di studio medico o odontoiatrico con lavoratori dovranno avere redatto il documento di valutazione dei rischi.

Si ricorda che per la mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi il datore di lavoro è punito ai sensi dell’art. 55, comma 1, lett. a), del D.Lgs. 81/08 e s.m.i con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500,00 a 6.400,00 euro.

Si rileva che ad oggi si riscontra un palese ritardo in merito alla emanazione da parte della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro di cui all’art. 6 del D.lgs. 81/08 delle procedure standardizzate per effettuare la valutazione dei rischi sulla base di un modello di riferimento, ma non è stata ancora prevista l’emanazione di un provvedimento che proroghi il termine del 31 dicembre 2012.

Considerato che debbono procedere alla effettuazione della autocertificazione della valutazione dei rischi i medici o odontoiatri che occupano fino a 10 lavoratori, appare opportuno chiarire come il Legislatore definisca la figura del lavoratore. Nella fattispecie l’art. 2, comma 1, lett. a), del D.Lgs. 81/08 e s.m.i dispone che per lavoratore si intende tra l’altro una persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche se al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto della società e dell’ente stesso; l’associato in partecipazione di cui l’articolo 2549, e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all’articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro.

Si ricorda a tutti i medici e odontoiatri titolari di studi professionali con lavoratori, che svolgono direttamente la funzione di Responsabile del servizio di prevenzione e protezione ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. 81/08, di fare particolare attenzione al rispetto del percorso formativo previsto dal Legislatore.

Infatti, considerato l’Accordo 21 dicembre 2011 della Conferenza Stato-Regioni sui corsi di formazione per lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dei rischi pubblicato sulla Gazzetta della Repubblica Italiana n. 8 dell’11 gennaio 2012  si evidenzia che:

• Il titolare dello studio medico o odontoiatrico che abbia già svolto, alla data di pubblicazione dell’Accordo Conferenza Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 (GU 11 gennaio 2012), il corso di 16 ore ai sensi dell’art.3 del decreto 16 gennaio 1997, dovrebbe svolgere un corso di aggiornamento che ha periodicità quinquennale di 14 ore.

• Il titolare dello studio medico o odontoiatrico che svolge direttamente la funzione di Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione da data anteriore al 31 dicembre 1996 e, quindi, che era esonerato dalla frequenza dei corsi ai sensi della norma transitoria di cui all’art. 95 del D.Lgs. 626/94 ora abrogato, dovrebbe svolgere un corso di aggiornamento di 14 ore entro 24 mesi dalla data di pubblicazione dell’Accordo (11 gennaio 2011).

• Il titolare dello studio medico o odontoiatrico, non rientrante nelle ipotesi precedentemente illustrate e che, quindi, ex novo voglia svolgere le funzioni di Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione dovrebbe svolgere un corso di formazione della durata di 48 ore; successivamente con periodicità quinquennale dovrebbe svolgere 14 ore di aggiornamento.

Si ricorda che l’art. 55, comma 1, lett. b), del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. prevede che il datore di lavoro è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500,00 a 6.400,00 euro per la mancata designazione del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione di cui all’art. 17, comma 1, lett.b), del D.Lgs. 81/08 o per la violazione dell’art. 34, comma 2 del D.Lgs. 81/08 che prevede che il datore di lavoro che svolga direttamente i compiti di RSPP debba frequentare i corsi di formazione di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore nel rispetto dei contenuti e delle articolazioni definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

Pertanto, stante il quadro normativo sopra delineato, appare chiaro che il medico o odontoiatra titolare di studio professionale con lavoratori che non si trovi in possesso dei requisiti necessari per lo svolgimento diretto delle funzioni di RSPP dovrebbe designare necessariamente un consulente esterno.

Invece i medici o odontoiatri che abbiano già svolto i corsi di formazione di cui all’art. 34 del D.Lgs. 81/08 (corso della durata minima di 16 ore) o che erano esonerati dalla frequenza dei corsi così come sopra riportato, potranno continuare a svolgere direttamente le funzioni di RSPP, ma dovranno ben fare attenzione a rispettare le tempistiche sopra delineate per lo svolgimento del nuovo iter formativo previsto dall’Accordo 21 dicembre 2001 della Conferenza Stato-Regioni.

Le nuove norme previste sempre dall’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, in applicazione dell’ art. 37 del D. Lgs. 81/08, prevedono che venga fornita obbligatoriamente una specifica formazione in materia di sicurezza nell’ambiente di lavoro anche a tutti i lavoratori non RLS (che invece sono soggetti a peculiari regole di formazione) presenti in qualsiasi luogo di lavoro, studio odontoiatrico compreso.

La responsabilità della formazione è a carico del Datore di Lavoro e il mancato adempimento di questo obbligo comporta la seguente sanzione: (articolo 55, comma 4, lettera c) del D.Lgs. n. 81/2008) arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro.

La durata della formazione per ogni lavoratore dell’ambito sanitario è definita dalla legge in complessive 16 ore: 4 ore di formazione generale sulle norme di prevenzione e 12 di formazione specifica sulla prevenzione nell’ambiente dove opera il lavoratore (nel nostro caso lo studio odontoiatrico) e dovrà essere realizzata durante l’orario lavorativo retribuito.

MODIFICHE DEI REQUISITI AUTORIZZATIVI DELLE STRUTTURE SANITARIE: SCIA

In data 22 ottobre 2012 è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n.56, parte prima, la legge regionale 17 ottobre 2012, n.57 “Modifiche alla legge regionale 5 agosto 2009, n.51 (Norme in materia di qualità e sicurezza delle strutture sanitarie: procedure e requisiti autorizzativi di esercizio e sistemi di accreditamento)”. Si riportano di seguito le modifiche di interesse che entreranno in vigore a partire dal 6 novembre 2012.

SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività): art.li 6 e 7: per gli studi medici ed odontoiatrici che erogano prestazioni a minore invasività e per gli studi medici ove l’utilizzo della diagnostica strumentale non invasiva è finalizzata alla refertazione per terzi, è introdotta la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) in sostituzione della DIA. A differenza della DIA l’attività dello studio può essere iniziata dalla data di presentazione della SCIA al comune competente, non sono quindi più previsti i trenta giorni dalla presentazione della dichiarazione per l’avvio dell’attività né le verifiche a campione sul possesso dei requisiti dichiarati. Il comune può solo entro il termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione, in caso di accertata carenza della documentazione e delle condizioni e dei requisiti richiesti, adottare motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività ed ordinare la rimozione dei relativi effetti, salvo che, ove ciò sia possibile, l’interessato provveda a rimuovere le carenze rilevate entro un termine fissato dall’amministrazione comunale che non può essere inferiore a trenta giorni. In ogni caso, decorso il termine di sessanta giorni, il Comune può sempre adottare i suddetti provvedimenti in caso di falsità o mendacia degli atti e delle relazioni di cui la SCIA è corredata come nei casi di situazioni che presentino difformità rispetto alle norme previste per la tutela della salute.

Alla SCIA, a differenza della DIA, oltre alla documentazione e alle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e atto notorio attestanti i requisiti previsti, deve essere allegata la planimetria sottoscritta da un tecnico abilitato con indicazione della destinazione d’uso dei locali completa di rapporti aeroilluminanti ed altezza e la relazione asseverata da un medico igienista o da un tecnico con esperienza almeno triennale nell’ambito dei processi di sterilizzazione, descrittiva delle modalità di sterilizzazione e degli indicatori di processo e di efficacia di cui lo studio si è dotato.