Alice Sanpaolesi de Falena

Dottore Commercialista Revisore Contabile

Il 20 novembre prossimo potremo accedere in rete alla compilazione del nuovissimo “strumento di autodiagnosi” chiamato “Redditest” tramite il quale verificare se il reddito dichiarato è in linea con quanto gli Uffici Finanziari potranno accertare.

Dell’argomento si era cominciato a parlare già dal novembre 2011, quando l’Agenzia delle Entrate aveva reso disponibile un software con il quale le Associazioni di categoria, gli Ordini Professionali e le Organizzazioni Sindacali che partecipavano all’iniziativa, potevano comunicare alla Sose, società partner dell’Agenzia delle Entrate, i casi pratici raccolti sul territorio relativi a singole famiglie con riferimento a sette categorie: abitazioni, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, attività sportive, ricreative e cura della persona, investimenti immobiliari e mobiliari, altre spese significative. L’intento di questa raccolta, secondo l’Agenzia delle Entrate, era quello di testare in concreto la coerenza del nuovo Redditometro, e la conseguente possibilità per i contribuenti di valutare autonomamente, in un’ottica di compliance il grado di coerenza tra il reddito familiare dichiarato e la capacità di spesa. Adesso siamo arrivati alla pubblicazione del programma e tra pochi giorni potremo finalmente inserire i dati delle spese più significative sostenute nell’anno nel contesto familiare e se al termine della compilazione ci apparirà una luce verde “non abbiamo nulla da temere e non ci saranno accertamenti o controlli, mentre se si accenderà una luce rossa il cittadino dovrà pensare bene a rifare la dichiarazione dei redditi perché è a rischio di essere controllato” (così si è espresso il Direttore Generale dell’Agenzia delle Entrate nel corso di un’audizione alla Commissione Parlamentare). L’Agenzia rassicura i contribuenti sul fatto che i dati inseriti dal contribuente nel Redditest non verranno rilevati dal web e resteranno completamente riservati. Nel corso dell’audizione Parlamentare il Direttore Befera ha anche ricordato che dal 1° gennaio 2012 gli operatori finanziari sono tenuti a comunicare con cadenza annuale le movimentazioni che interessano i rapporti già trasmessi all’anagrafe tributaria e tutte le ulteriori informazioni necessarie ai controlli fiscali. Peraltro le informazioni relative al secondo semestre 2011 degli acquisti  “di lusso” effettuati dai cittadini per importi superiori ad euro 3.600,00 sono già state comunicate all’Agenzia delle Entrate, e a breve verranno comunicate dagli intermediari finanziari le operazioni effettuate con bancomat e carte di credito. Per completare il quadro, gli intermediari finanziari comunicheranno all’Agenzia delle Entrate anche i saldi iniziali e finali, oltre ai movimenti aggregati, dei nostri conti correnti e degli altri rapporti finanziari.

(Fonte “Il Sole 24 Ore”, “Agenzia delle Entrate”)