F. Pagano Vice Presidente Fondo Sanità Enpam

Nel prossimo futuro la previdenza obbligatoria, Super Inps o Enpam, non sarà in grado di garantire i futuri pensionati le condizioni del passato.

L’aumento dell’aspettativa di vita, il dimezzamento delle nascite, la diminuzione dei redditi, l’istituzione del numero programmato, il ritardato ingresso nel mondo del lavoro, sono tutte condizioni che “operano” contro una previdenza che garantisca una “adeguatezza” delle future pensioni. I Medici dipendenti che versano i propri contributi al Super Inps riceveranno con la messa a regime del metodo contributivo una pensione annua che corrisponderà ottimisticamente al 50% del reddito medio annuo di tutta la vita lavorativa. Anche le pensioni dei Medici convenzionati e dei liberi professionisti che versano i propri contributi all’Enpam saranno più basse, nonostante questi attribuisca ai contributi versati una valorizzazione finale di gran lunga superiore a quella del Super Inps.

Già negli anni 90, il legislatore immaginando questi scenari, istituì “la previdenza complementare”, ossia la possibilità per ciascun Medico di poter costituire volontariamente una posizione previdenziale aggiuntiva a quella obbligatoria.  Nel 2007 l’Enpam, primo fra gli enti privati, fu fonte istitutiva del fondo complementare destinato a tutti i Medici denominato “Fondo Sanità”.

“Fondo Sanità” è un sistema di previdenza complementare collettiva a capitalizzazione, ove ognuno rimane titolare del proprio montante, ossia del patrimonio versato e del rendimento prodotto negli anni dagli investimenti.

E’ un fondo chiuso limitato alla categoria professionale degli esercenti le professioni sanitarie.

Il patrimonio del singolo iscritto viene gestito da gestori scelti dal Cd’A del Fondo, sulla base della scelta del comparto d’investimento da parte del singolo iscritto con costi di gestione di gran lunga inferiori nei confronti di tutti i fondi aperti disponibili sul mercato.

I comparti sono quattro: garantito, obbligazionario, bilanciato e prevalentemente azionario; l’aderente può decidere di indirizzare i flussi contributivi su uno o più comparti con il solo obbligo di permanenza per 1 anno nello/i stesso/i comparto/i.

E’ possibile il trasferimento a Fondo Sanità da qualunque altro fondo purchè si abbia almeno 2 anni di anzianità contributiva; il trasferimento non comporta alcuna perdita del montante né dell’anzianità contributiva maturata.

Fondo Sanità è un fondo a cui si può aderire su base volontaria da parte di tutti i medici; il versamento (mensile, semestrale o annuale) effettuato è deducibile dal proprio reddito fino a 5.164,57 euro l’anno potendo continuare a versare anche dopo l’età pensionabile; la futura pensione che ne scaturirà sarà tassata nella misura che va dal 15% al 9% contro la tassazione della pensione obbligatoria che va dal 23% al 43%, più le addizionali regionali e provinciali. Se  si versa oltre € 5.164, 57 la parte non dedotta non sarà soggetta a tassazione quando si riceverà la rendita vitalizia.

È inoltre possibile iscrivere e versare per “i familiari fiscalmente a carico” qualunque sia la loro età; infatti è sufficiente che il Medico sottoscriva la propria adesione a Fondo Sanità per poter iscrivere in qualunque momento il/i familare/i, creando così per esso/i una posizione previdenziale individuale; il Medico porterà in deduzione dal proprio reddito la quota versata per il/i familare/i.

L’entità del trattamento complementare sarà erogata al momento del pensionamento e il sottoscrittore potrà optare per una parte in rendita e per un’altra in capitale, per un massimo del 50%. E’ contemplata anche la possibilità di pensione di anzianità, di prestazioni in caso di decesso, di liquidazione dell’intera posizione maturata, e di prestazioni accessorie, tra le quali  si ricorda la possibilità di poter richiedere (dopo 8 anni di permanenza nel fondo) il 75% del montante per spese sanitarie, per acquisto o ristrutturazione della casa ed altre.

Aderire quindi al Fondo Sanità (www.fondosanita.it) risulta vantaggioso sia perché garantisce un futuro previdenziale aggiuntivo, sia perché offre innegabili benefici fiscali; inoltre i costi di gestione sono minori rispetto ai fondi chiusi e non a caso Fondo Sanità si posiziona quasi sempre ai primi posti della speciale classifica dei rendimenti che annualmente stila il Sole24Ore.

Da poco, settembre 2012, si è aggiunto al panorama dei fondi complementari il fondo “Perseo” destinato ai Medici dipendenti.

E’ un fondo chiuso a capitalizzazione individuale ed a contribuzione definita, ossia il Medico dipendente aderisce versando a suo carico l’1% della sua contribuzione utile per il TFR, mentre un ulteriore versamento dell’1% del TFR è a carico del datore di lavoro, con la possibilità per l’aderente di versare a suo carico un contributo più elevato rispetto a quello minimo (1%) previsto dalla contrattazione collettiva.

Le prestazioni sono pressoché sovrapponibili a quelle di tutti i fondi complementari.

Quindi a tutti i Medici è data la possibilità di aderire a Fondo Sanità; i Medici dipendenti anche al Fondo Perseo.

In conclusione, aldilà degli innegabili vantaggi nello scegliere un fondo chiuso, è fondamentale capire l’utilità di aderire ad un fondo complementare.

L’entità delle future pensioni, ma soprattutto la loro adeguatezza saranno un problema critico per l’intera Professione. Ognuno deve comprendere oggi la propria necessità di previdenza per poterla costruire liberamente e consapevolmente con gli strumenti disponibili ed in tempo utile.