A. Piccinni, D. Costanzo, F. Vanelli,

C. Franceschini, A. Veltri, L. Dell’Osso

Psichiatria Universitaria I

U.O. Osp. S. Chiara, AOUP

Nel complesso mosaico del comportamento umano il temperamento rappresenta la quota geneticamente determinata. Molti autori nel corso dei secoli, da Ippocrate in poi, si sono interessati alla sua analisi e valutazione elaborando vari modelli.

Anche la I unità operativa della Clinica dell’università di Pisa diretta dalla professoressa Liliana Dell’Osso si è interessata a questo importante crocevia tra assetto individuale e patologia, possibile terreno di intervento precoce. Dall’impegno in questo campo è nato un nuovo strumento di valutazione: il questionario sulla struttura temperamentale (QST).

Il modello da cui nasce il questionario esplora l’energia personale ed indaga l’intensità e l’oggetto verso cui si esprime, sia esso la realtà esterna o il mondo interno.

Il QST è stato elaborato dal nostro gruppo di ricerca per l’individuazione di tre possibili profili temperamentali (tipi A, B e C): tipo A, i soggetti che esternalizzano le loro energie, tipo B, soggetti che utilizzano le loro energie nell’ambiente interno, tipo C, costituito da individui che oscillano nell’arco del tempo alternativamente e continuativamente tra le due modalità di utilizzo.

Il questionario si articola in 44 items, ciascuno dei quali prevede una scelta tra 3 opzioni, rappresentate da brevi affermazioni sull’emotività, i pensieri o le abitudini.

La validazione di questo strumento è stata effettuata utilizzando il test in auto-somministrazione su 449 giovani adulti, di età compresa tra i 18 e i 24 anni.

I partecipanti sono stati reclutati dai ricercatori in contesti e situazioni variegate e perciò provenienti da condizioni socio-culturali diverse per aumentare la rappresentatività del campione.

A ciascun soggetto è stata consegnata una busta sigillabile contenente un modulo per il consenso informato al trattamento riservato delle informazioni personali, il Questionario per la rilevazione della Struttura Temperamentale (QST), il Temperament and Personality Questionnaire (TPQ), il Temperament Evaluation of Memphis, Pisa, Paris and San Diego Autoquestionnaire (TEMPS-A),

un modulo per dati anagrafici, anamnesi personale e familiare, una lista di possibili eventi vitali stressanti e un questionario di screening per i disturbi psichiatrici.

Il TEMPS-A è la versione abbreviata ed auto-compilabile dell’intervista clinica semi-strutturata TEMPS-I per la valutazione dei temperamenti affettivi come proposti da Akiskal, nella traduzione italiana a cura del dipartimento di psichiatria dell’università di Pisa (Placidi et al., 1998; Akiskal et al., 2005).

Il TPQ è la scala elaborata da Cloninger per la valutazione delle quattro dimensioni temperamentali: novelty seeking, harm avoidance, reward dependence, persistence.

In base alla distribuzione per età, alla proporzione tra sessi e all’esclusione dei soggetti con potenziali patologie psichiatriche (rilevate dal questionario di screening) la popolazione in studio appare relativamente uniforme.

L’analisi della distribuzione delle risposte agli items e l’analisi delle funzioni discriminanti hanno evidenziato che il QST è in grado di individuare dei tipi temperamentali basati sulla dimensione dell’energia introiettata o estroiettata in maniera consistente ed affidabile.

L’analisi delle correlazioni tra i domini del QST e quelli di due importanti e consolidati strumenti di valutazione del temperamento – il TEMPS-A e il TPQ – ha inoltre messo in luce una serie di legami statistici e concettuali tra i tre questionari, che da una parte sembrano confermare la validità delle nostre ipotesi, e dall’altra fanno intravedere la possibilità di una sintesi futura degli attuali approcci al temperamento, oggi diversificati.

L’ipotesi centrale del gruppo di ricerca sul QST è che si possa definire una dimensione temperamentale continua, ai poli della quale si collocano due opposte modalità di orientamento delle risorse psichiche, che in un caso vengono di preferenza esternalizzate, cioè agite nel campo della realtà sociale ed oggettiva, mentre nell’altro caso sono internalizzate, ad alimentare il campo delle proiezioni intrapsichiche.

Due motivi dovrebbero incentivare la ricerca sul temperamento. Il primo di questi, più generale, è che le acquisizioni nel campo della personalità non possono che migliorare la comprensione dei fenomeni psichici, del comportamento e della natura umana, anche in un significato più estensivo rispetto al tradizionale ambito degli studi sui disturbi dell’umore e della personalità.

L’altro obiettivo, di più stretto interesse clinico, riguarda invece la potenziale applicazione di queste nuove conoscenze all’attività di diagnosi e cura in psichiatria – attività che attraverso la valutazione più puntale degli aspetti temperamentali e delle inclinazioni individuali ci si aspetta di poter adattare meglio alle esigenze dei singoli pazienti.