G. Gabriellini, M. NardiU.O. Oculistica Universitaria – AOUP

L’intervento di “Trapianto di Cornea” o Cheratoplastica è un intervento chirurgico  in cui il tessuto danneggiato corneale viene sostituito con un tessuto proveniente dalla cornea di un donatore.

Le patologie della cornea che riducono l’acuità visiva sono numerose e comprendono le patologie che determinano una opacità corneale (cicatrici post-infettive o post-traumatiche, distrofie, degenerazioni corneali), o alterazioni della normale curvatura della cornea (cheratocono, patologie congenite, traumi, esiti di interventi chirurgici)

Il lembo corneale impiantato, ripristina la trasparenza, la morfologia fisiologica della cornea, e la funzionalità, consentendo al paziente un buon recupero visivo in tempi più o meno rapidi.

Istologia della cornea sana

In relazione all’intersessamento corneale possono essere eseguiti tre tipi di intervento:

Cheratoplastica perforante

Cheratoplastica lamellare anteriore

Cheratoplastica lamellare posteriore

La Cheratoplastica Perforante (PK) è la  tecnica di trapianto di cornea nata per prima,  eseguita fin dagli anni ‘50 del secolo scorso. Risulta  attualmente la tecnica più diffusa nel mondo.

Nella Cheratoplastica Perforante si sostituiscono tutti gli strati corneali,  Dopo una trapanazione a tutto spessore della cornea, si sostituisce l’intero “bottone corneale” di diametro di circa 8 mm, con un lembo di tessuto corneale sano  di pari diametro,  proveniente da un donatore. Questo viene suturato al letto corneale periferico del ricevente mediante una sutura continua singola o doppia,  o mediante una sutura a punti staccati in Nylon 10/0.

Cheratoplastica perforante, con sutura continua

Invece, se la sede interessata dall’opacità corneale riguarda la zona che interessa  l’epitelio fino allo stroma profondo, è possibile scegliere una tecnica che ci permette di sostituire soltanto gli strati corneali anteriori..

Questa possibile alternativa di trapianto, la Cheratoplastica Lamellare Anteriore Profonda  (DALK) è un esempio di come la chirurgia della cornea stia nel tempo dando delle alternative sempre più  selettive nell’approccio alla  patologia corneale.

La DALK consiste nella sostituzione della quasi totalità del tessuto corneale.fino all’endotelio. Questo tipo di intervento ci permette di poter intervenire su patologie come il Cheratocono,  le cicatrici corneali superficiali e profonde.

Le varie tecniche chirugiche nella DALK utilizzate per rimuovere la porzione anteriore della cornea dell’ospite permettono di creare un’interfaccia, il più possibile omogenea, su cui suturare il lembo donatore.

Il principale vantaggio della DALK sta nell’evitare le più importanti cause di fallimento della chirurgia perforante come il rigetto immunologico e lo scompenso tardivo della cornea trapiantata aumentando così la durata del trapianto stesso.

Da alcuni anni sono state introdotte nella pratica clinica una serie di tecniche che vanno sotto il nome di Cheratoplastica Endoteliale (KE) Le tecniche della KE più diffuse differiscono tra di loro per la strumentazione utilizzata e per lo spssore  del lembo da trapiantare. Attualmente la tecnica di KE più diffusa consiste nella rimozione del solo endotelio della cornea del paziente e nella sua sostituzione con un lenticolo di 8-8,5 mm. di diametro di endotelio sano di donatore. L’inserimento del lembo  endoteliale donatore viene effettuato attraverso  un tunnel corneale o sclerocorneale. L’indicazione chirurgia elettiva alla KE sono la distrofia di Fuchs e la cheratopatia bollosa.

1 mese dopo intervento di cheratoplastica endoteliale

1 giorno dopo intervento di cheratoplastica endoteliale

Tutti gli interventi  di cheratoplastica vengono effettuati in anestesia locale o generale, in modalità ambulatoriale o di ricovero ordinario, a seconda dell’età e delle condizioni cliniche del paziente candidato alla chirurgia.

Il paziente affetto da patologie corneali,  prima di essere sottoposto all’intervento di trapianto di cornea è indirizzato all’interno di un percorso assistenziale che parte dalla visita oculistica di base e arriva,  qualora sia necessario,  alla sala operatoria.

Dopo aver effettuato una visita oculistica negli ambulatori di primo livello  della Unità operativa di Oculistica Universitaria, diretta dal Prof Marco Nardi, (prenotabile tramite il Cup telefono 050995995),  il paziente affetto da alterazioni corneali viene  inviato, tramite una prenotazione effettuata dallo stesso oculista che ha eseguito la visita, all’Ambulatorio delle Patologie Corneali (responsabile Dr Giovanna Gabbriellini). Grazie a questa visita di secondo livello si valuterà l’effettiva necessità del trapianto di cornea o di un trattamento alternativo da intraprendere. Durante questa visita inizia la procedura di inserimento in una lista d’attesa trapianti. Il giorno programmato per l’intervento, in relazione al tipo di tessuto richiesto, la Banca Regionale Delle Cornee fornirà un tessuto idoneo per caratteristiche anatomiche compatibili con il ricevente.

Nel periodo postoperatorio il paziente sottoposto a cheratoplastica, sarà seguito dall’ambulatorio delle patologie corneali. Il follow-up è di fondamentale importanza nel garantire un buon risultato funzionale. Dopo sei mesi, una volta riscontrato un normale decorso postoperatorio il paziente potrà continuare a svolgere i controlli necessari presso il proprio oculista di riferimento.  Una relazione informerà il medico di medicina generale della patologia corneale del paziente e dell’intervento eseguito per poter integrare la storia clinica.

L’accesso all’ambulatorio delle patologie corneali avviene tramite prenotazione interna, dopo una visita di primo livello, o esterna tramite un cup interno telefono 050997656.