Alice Sanpaolesi de Falena

Dottore Commercialista Revisore Contabile

Il sistema fiscale immobiliare, sia per quanto concerne la fiscalità indiretta (ovvero vendite, registrazioni etc. ) che per quanto concerne la fiscalità diretta (imposte sul reddito prodotto dagli immobili ) che per quanto concerne la fiscalità locale, è in fase di totale ristrutturazione, anche se con scarsa chiarezza per quanto concerne l’impianto normativo e con grande “sofferenza” per i contribuenti che da una parte si trovano a sostenere un maggior carico di imposte, dall’altra faticano a tradurre la volontà legislativa.

Ultimo caso eclatante è stato quello della Mini-Imu dovuta entro il 24 gennaio 2014 sull’abitazione principale dei contribuenti proprietari degli immobili posti nei Comuni che avevano deliberato per la prima casa l’innalzamento dell’aliquota base del 4 per mille.

Dal 2014 chi acquisterà un immobile diverso da quello destinato ad abitazione principale verserà nuove aliquote per quanto concerne l’imposta di registro (non più il vecchio 7% ma il nuovo 9%) in compenso imposta ipotecaria e catastale saranno a tassa fissa euro 50,00. Per coloro che decideranno di affittare un immobile la detrazione forfetaria sul reddito percepito sino ad oggi riconosciuta per una percentuale del 15% passerà al 5% (norma introdotta dalla Legge Fornero nel 2012 con la quale viene assicurata in parte la copertura finanziaria alla legge stessa), la cedolare secca sulle locazioni di immobili ad uso abitativo resta al 21% ma per coloro che decideranno di locare con le regole del “canone concordato” la tassazione si abbasserà al 15%.

E poi le grandi novità della finanza locale: la IUC, la nuova imposta che ingloba ben tre differenti imposte quali l’IMU, la TARI e la TASI. L’IMU (nata da poco ma purtroppo ormai ben nota ai contribuenti si continuerà a versare sugli immobili non prima casa, salvo che la prima casa non appartenga al genere di lusso (ovvero categorie catastali A/1, A78 e A/9 ) e in tal caso resta ferma la detrazione di euro 200,00 ma scompare la detrazione per i figli a carico, la TARI che di fatto è la nuova tassa sui rifiuti (ex TARSU e ex TIA ed ex TARES) che i comuni potranno determinare con criteri tariffari alternativi: in base alla quantità e qualità medie dei rifiuti prodotti o in base a coefficienti di produttività, e per la quale quindi potranno essere previste riduzioni tariffarie per alcuni casi (unico occupante, stagionali etc), poi la TASI tributo sui servizi comunali indivisibili che costituisce la maggiorazione sulla vecchia Tares che era di 30 centesimi a metro quadrato. La nuova TASI ha una nuova base imponibile sulla quale verrà calcolato il tributo ed è costituita dalla rendita catastale dell’immobile moltiplicata per appositi coefficienti, l’aliquota base è dell’1 per mille ma saranno i Comuni a decidere se aumentarla salvo un tetto massimo previsto per legge. Nel primo anno di applicazione, ovvero il 2014 l’aliquota base sarà del 2,5 per mille.

Insomma anno nuovo “tasse nuove”.

(Fonte “La Settimana Fiscale” Gruppo 24 Ore)