C. Frittelli, G. Gambaccini, M.R. Maluccio,

C. Rossi, M.P. Virgili, R. Galli

U.O.C. Neurofisiopatologia

Azienda USL5 Pisa

Osp. “F. Lotti” Pontedera

La Sclerosi Multipla (SM) rappresenta una delle più frequenti patologie neurologiche che interessano giovani adulti ed una delle più importanti cause di disabilità nella popolazione lavorativa.

La comunità scientifica riconosce alla patologia una genesi infiammatoria su base autoimmune, ad andamento generalmente recidivante remittente nella maggior parte dei casi, pur presentando generalmente in una fase successiva un andamento progressivo.

Le terapie di cui disponiamo si distinguono in farmaci per il trattamento della fase acuta di malattia (la cosiddetta “ricaduta”), che consistono sostanzialmente in steroidi a vari dosaggi e con vari schemi posologici, e in terapie “di fondo” di malattia, che hanno l’obiettivo principale di rallentare la frequenza delle ricadute ed il conseguente rischio di progressione di malattia, e che, come prima linea, sono rappresentate dagli interferoni e dal copolimero.

Gli interferoni (Avonex®, Rebif®, Extravia®, Betaferon®) ed il copolimero (Copaxone®) sono terapie iniettive ad azione immunomodulante, generalmente ben tollerate, che vengono somministrate per via iniettiva sottocutanea o intramuscolare.

Più recente è la comparsa come terapia di fondo di malattia di fingolimod (Gilenya®), il primo farmaco orale attualmente disponibile: fingolimod è un modulatore dei recettori della sfingosina -1- fosfato e agisce trattenendo selettivamente i linfociti autoreattivi nei linfonodi, riducendo così il danno derivante dal loro ingresso nel SNC. In modelli animali, Gilenya avrebbe dimostrato di limitare la demielinizzazione e promuovere la remielinizzazione mediante effetti diretti sul SNC. La somministrazione di Gilenya è quotidiana.

Nelle forme di SM ad elevata attività di malattia trova indicazione Natalizumab (Tysabri®), un anticorpo monoclonale che blocca il passaggio di linfociti nel sistema nervoso centrale: si tratta di un anticorpo ricombinante umanizzato anti alfa 4 integrina che viene somministrato per via infusionale una volta ogni 4 settimane. La sua somministrazione risulta associata ad un aumentato rischio di leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML), una infezione opportunistica causata dal virus JC che può risultare fatale o causare grave disabilità; per tale motivo i pazienti in terapia con Tysabri devono essere attentamente monitorati ed edotti sui possibili sintomi iniziali di PML. Fattori associati ad un aumentato rischio di PML sono la presenza di anticorpi anti JC virus, la durata del trattamento superiore a due anni e pregressi trattamenti con immunosoppressori.

Oltre alla terapia di fondo di malattia, focalizzata per il momento sul contenimento della fase infiammatoria di malattia, la ricerca ha come oggetto di studio il controllo dei sintomi della fase di stato di malattia.

Uno dei sintomi più invalidanti, che impatta pesantemente su una delle funzioni nervose principali, la deambulazione, è la spasticità. Da pochi mesi, sotto il controllo dell’AIFA, è stata consentita la prescrizione di un derivato purificato della cannabis indica, costituito da una combinazione di percentuali di tetraidrocannabinolo e cannabidiolo, con note proprietà miorilassanti ed analgesiche, somministrato sottoforma di spray oromucosale.

La prescrizione di tutte queste terapie resta unico appannaggio del medico del Centro Sclerosi Multipla, date le indicazioni, estremamente specialistiche, ed il codificato protocollo di monitoraggio in corso di terapia.

Presso il Centro Sclerosi Multipla della Unità Operativa Complessa di Neurofisiopatologia dell’Ospedale Lotti di Pontedera, dove sono disponibili tutte le terapie sopra riportate, sono attualmente seguiti circa 150 pazienti, prevalentemente  con forme di malattia recidivanti-remittenti o secondariamente progressive; vi è la possibilità di accedere ad un Day Service diagnostico per molte delle patologie neurologiche ed è presente un Ambulatorio Terapeutico, dove possono essere effettuati cicli di terapia in regime di “day hospital”; per i casi che necessitano di un monitoraggio quotidiano, come ad esempio nelle ricadute invalidanti, o per consentire l’esecuzione di procedure diagnostiche invasive, come la rachicentesi, è prevista la possibilità di effettuare un ricovero ospedaliero.

Il Centro di Pontedera partecipa inoltre alla creazione del Registro Toscano Sclerosi Multipla: i dati clinici di pazienti che ne esprimano il consenso vengono periodicamente inseriti nel Registro, una sorta di “rete” condivisa dai vari Centri della Toscana che consente di visualizzare lo storico di pazienti che per vari motivi avessero necessità di cambiare il proprio Centro di riferimento.

La condivisione di informazioni e di esperienze rappresenta uno dei fondamenti della ricerca sulle malattie infiammatorie demielinizzanti del SNC, anche se molto ancora resta da studiare relativamente ai meccanismi che sottendono a patologie così complesse, non solo per ottimizzare il controllo delle fasi di attività di malattia, ma anche per contribuire alla neuro protezione e alla prevenzione dell’atrofia cerebrale, che è nota essere già presente sin dalle fasi iniziali di malattia.