Alice Sanpaolesi de Falena

Dottore Commercialista Revisore Contabile

Il disegno di Legge sulla “Delega Fiscale” è effettivamente divenuto legge, per essere precisi è divenuto Legge n. 23 dell’11 marzo 2014, data di entrata in vigore il 27 marzo 2014.

La legge in questione delega appunto il Governo ad emanare norme che consentano una riforma del sistema fiscale per renderlo “… più equo, trasparente e orientato alla crescita”; gli obiettivi sono innanzitutto: la riforma del catasto, il rafforzamento della lotta all’evasione, la regolazione dell’abuso del diritto, la revisione ed il riordino dei regimi fiscali, l’introduzione di una nuova imposta sul reddito imprenditoriale, la revisione del contenzioso tributario, la razionalizzazione dell’Iva. Per compiere “il miracolo” il Governo ha a disposizione dodici mesi.

La riforma del catasto prevede una modifica sostanziale all’attuale determinazione della rendita catastale sostituendo il criterio dei vani a quello della superficie dell’immobile valutato con criterio di mercato per metro quadrato. Ai Comuni sarà affidato il compito di “revisione degli estimi e del classamento”, da parte sua il contribuente avrà eventualmente la possibilità di ricorrere relativamente all’attribuzione della nuova rendita. La riforma dovrebbe avvenire a invarianza di gettito (ovvero non vi dovrebbero essere aumenti di imposte per i cittadini) ma è evidente che se le rendite aumentano e quindi se la base sulla quale calcolare l’imposta (Imu ad esempio) diviene maggiore, maggiore sarà anche l’imposta dovuta, pertanto dovrebbero essere i Comuni a dover diminuire le aliquote (ad esempio quelle dell’Imu).

La riforma fiscale (ad oggi veramente indispensabile) che prevede la revisione ed il riordino dei regimi fiscali dovrà tendere ad eliminare le complessità superflue (!!), la semplificazione degli adempimenti (!!) ed individua tra gli altri interventi anche la rimodulazione ed eliminazione di tante detrazioni e deduzioni fiscali oggi esistenti. Come indicato nella Legge delega il Governo dovrà tenere ben presente la priorità della tutela dei redditi di lavoro dipendente, autonomo di impresa e di pensione e contemporaneamente rispettare le esigenze della famiglia, della salute, delle persone più deboli, del patrimonio artistico e culturale, dell’istruzione, dell’ambiente, della ricerca e dell’innovazione tecnologica. Si auspica che la rimodulazione delle detrazioni e delle deduzioni non si limiti ad una  semplice eliminazione delle stesse.

Altra questione che il Governo dovrà dirimere è quella relativa all’assoggettabilità all’Irap dei “piccoli” contribuenti, quelli che lavorano con un’autonoma organizzazione, per i quali è molto difficile individuare il proprio obbligo o il proprio esonero dall’imposta sulla base dell’analisi e del raffronto con i casi esaminati e decisi dalla Corte di Cassazione negli ultimi anni. Ciò che ci si attende dal Governo è l’individuazione di criteri oggettivi.

Certamente ne riparleremo.

(Fonte “Il Sole 24 Ore”)