G. Renzo Presidente CAO Nazionale

È una grande vittoria per la professione medica ed odontoiatrica, soprattutto se il Codice Deontologico diverrà uno strumento immediatamente applicato e costantemente difeso. Mi preme sottolineare il ruolo delle Commissioni Odontoiatriche, che hanno contribuito in modo decisivo ad approvare un Codice Deontologico aggiornato ed in linea con le tematiche etiche che il continuo progresso della scienza e della tecnologia propone all’attenzione dei professionisti della pubblica opinione.

Alcuni articoli sono particolarmente importanti per gli Odontoiatri e poco importa se, in termini comunicativi, quasi mai si fa riferimento alla nostra professione. È importante che aspetti pregnanti siano stati attentamente ripresi  e focalizzati i problemi ad esso connessi. Tra questi l’articolo che sanziona il prestanomismo e l’abusivismo della professione oltre che ai comportamenti di omessa vigilanza. A dimostrazione di un’attenzione particolarmente diretta ad eliminare  un fenomeno che ancora esiste in Italia. Nello specifico non potrà esser addotta a scusante credibile neanche la non consapevolezza, ovvero l’assenza fisica dalla struttura sanitaria, se ciò favorisce/permette/consente l’esercizio abusivo della professione.

Nel Codice viene, inoltre, definito in modo chiaro e non più opinabile che la visita medica è il presupposto essenziale  per una corretta diagnosi ai fini preventivi, diagnostici e riabilitativi. Si ribadisce che la visita è una diretta, esclusiva e non delegabile competenza del medico.

Il Medico è un professionista attento ai bisogni delle persone meno abbienti e conosce bene il valore delle cure, della propria missione e del proprio ruolo sociale, ma se la visita (atto medico ed essenzialmente prodromico alla determinazione della diagnosi) viene derubricata ad atto di mero esercizio di accaparramento mediante la sua”gratuità” è un atto censurabile.

Di grande importanza è anche l’articolo, che nell’ambito della responsabilità del direttore sanitario nelle strutture pubbliche  e private, prevede che il medico deve essere in possesso dei titoli previsti dall’ordinamento per l’esercizio della professione ed esser adeguatamente supportato per le competenze relative ad entrambe le professioni (medica ed odontoiatrica) in relazione alla presenza della stessa nella struttura.

I temi delle società commerciali e della pubblicità dell’informazione sanitaria hanno trovato regolamentazione adeguata alle nuove regole anche giuridiche che riguardano aspetti particolarmente delicati per gli odontoiatri che operano principalmente in ambito libero professionale. Anche in questo campo nessun arroccamento su posizioni conservatrici e storicamente superate ma capacità di coniugare principi tradizionali dell’esercizio professionale con le nuove istanza anche sociali che vengono dal progredire dei tempi.

In Nuovo Codice Deontologico, che sarà completato con alcune specifiche linee di indirizzo comportamentale e con il giuramento professionale è, quindi, pronto per confrontarsi con le immani problematiche relative alla tutela della salute e potrà costituire un punto di riferimento fondamentale per orientarsi in modo corretto su questioni che coinvolgono la coscienza e l’etica medica nel rapporto antichissimo e sempre nuovo con i cittadini pazienti…”