Egidio Bertelli

Si è stata per me veramente una bellissima giornata!

Bellissima non soltanto perché mi è stato riservato un grandissimo riconoscimento alla carriera ma perché mi ha permesso di respirare un’aria familiare che mi ha fatto veramente bene e al contempo mi ha fatto rimpiangere di non essere stato nel passato un più assiduo frequentatore delle manifestazioni dell’Ordine.

A dire il vero hanno fatto eccezione le giornate mediche che si svolgevano fino a qualche anno fa nel mio paese di origine, Casciana Terme, alle quali partecipavo insieme a mio padre.

Come Franco Pancani ha illustrato nella sua presentazione, ho svolto tutta la mia carriera a Siena dove mi portò proprio una scelta di vita, ma volli nel lontano 1973 iscrivermi ugualmente all’Ordine dei Medici di Pisa, per affetto natale e anche perché vi era iscritto mio padre.

Ricordo con simpatia i primi passi da giovane medico, quando mi recavo, se non mi fallisce la memoria in via Battelli, sempre accolto da gentilezze e preziosi consigli specialmente da parte di una gentilissima signora.

Lasciamo l’“amarcord” e torniamo alla giornata.

Parlavo prima di aria respirata: semplice, sobria, essenziale, familiare, sotto l’abile guida del Presidente Dott. Giuseppe Figlini, ma al tempo stesso austera e commovente per i contenuti non solo simbolici ma, per chi ci sa leggere, coinvolgenti e educativi.

C’e stata un po’ di amarezza per gli assenti che avranno avuto pur valide giustificazioni ma con altrettanta gioia ho ammirato, con rispetto, chi è venuto a ritirare le medaglie dei 25 anni e con un pizzico di commozione quella dei 50 anni.

E’ stata per me una bellissima giornata perché mi ha permesso di abbracciare cari amici.

Cito per primo Luigi Daleffe, conosciuto anni fa in veste di  Presidente ANDI e ora cimentato in altre avventure.

Fra le importantissime cose oggetto della sua relazione ritengo molto importante quanto ha riferito sull’ENPAM  e sugli altri sistemi assicurativi, e credo che abbia aperto gli occhi  a molti di noi su cose non particolarmente conosciute e riflettute. Particolare piacere mi ha fatto quando, rispolverando, lui rude bergamasco, la favola di Esopo ha ricordato ai nostri giovani presenti che, in un periodo di cicale dispendiose, avide e poco oneste, vale ancora applicare la saggia “politica” della formica.

Mi ha permesso di abbracciare dopo tantissimi anni Alessandro Russova, figura a me molto cara,  perché conosciuta a fianco di mio padre quando, per sbarcare il lunario, ne svolgeva saltuariamente, da giovane medico volontario in clinica, le veci di sostituto. Lo ricordo con molto affetto per la sua filosofia di vita, per le sue capacità professionali e,  se non guasta, anche perché suo padre mi seguì nei primi passi da calciatore, passione che si è spenta naturalmente con l’età.

Mi ha permesso di rivedere Mauro Baschieri, al quale sono molto legato perché con lui discussi la mia prima tesi di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria in qualità di relatore e  Mauro fu fra i primi laureati italiani nel 1984 a Siena, in quanto Pisa si attivò con qualche anno di ritardo.

Mi ha permesso di stare qualche ora seduto accanto ad Alberto Calderani, grande amico e grande signore nella  professione che svolge. Nonostante abbiamo gli studi a pochi chilometri di distanza, raramente riusciamo entrambi a trovare il tempo per incontrarci.

E non me vogliano tutti quelli che non ho citato, accomunati per altro tutti da simpatia e cordialità.

E’ stata per me una bellissima giornata perché ho visto sfilare davanti a me tante facce pulite ed entusiaste per la scelta intrapresa. E’ stato veramente un bel “colpo d’occhio” vederli tutti insieme leggere il  giuramento di Ippocrate.

Io di giovani ne ho seguiti tantissimi e laureati tanti e credo di aver acquisito, anche se qualche volta ho fallito, il tanto celebrato “occhio clinico”.

A loro tutti in un momento così difficile mi sento solo di augurare con il cuore la realizzazione pratica delle loro aspettative e dei loro sogni.

Sicuramente quello che è passato loro davanti ai loro occhi sabato 27 con molta semplicità e naturalezza sarà di grande aiuto per la vita, e aggiungo che l’augurio più grande che son capace di formulare loro è quello che insieme alla professionalità e alla competenza specifica nei vari settori della medicina,  sappiano coniugare onestà, rispetto, educazione e disponibilità.

Per concludere confesso che, per chi ha sempre anteposto, come me, i valori umani agli interessi personali quanto mi è stato attribuito dall’Ordine dei Medici di Pisa, è stata una grandissima gratificazione e un grande riconoscimento per tutto quello che sono stato capace di costruire nella mia carriera.

Mi scuso con tutti se, quando Franco leggeva le motivazioni ho visto passar davanti ai miei occhi parte della mia vita e la commozione ha preso il sopravvento.

E’ stata per me proprio una bellissima giornata sabato 27 e di questo ringrazio l’Ordine dei Medici di Pisa tutto.

           Con riconoscenza e affetto

                             Egidio Bertelli