G. Cecchi

Direttore ASL 5 – SdS Pisana

Le demenze rappresentano una grossa percentuale dei pazienti non autosufficienti, vale a dire non solo sanitari ma anche sociali, proprio in considerazione dell’elevato impegno familiare e sociale che questa malattia comporta. La sfida toscana è mettere a disposizione della comunità un sistema integrato dei servizi socio-sanitari.

Questa sfida è stata affrontata da un punto di vista normativo con la presentazione della legge regionale 66/2008. A livello locale la Società della Salute Pisana ha saputo declinare tale impegno in una serie di sperimentazioni progettuali che hanno portato ad oggi ad un programma operativo unico, capace di portare a valore le risorse del “capitale sociale” del territorio e soprattutto a fare un’attività di prevenzione prima dell’insorgenza di sintomi di demenza. Il programma operativo che si chiama “Cure di Prossimità” consta di più moduli assistenziali proprio in virtù dell’organizzazione del progetto per progressivi stadi di carico assistenziale. Gli invii al progetto avvengono in base al Piano Assistenziale elaborato dall’UVM di Zona Pisana dopo segnalazione da parte di un familiare o del medico di medicina generale. Il primo livello assistenziale è rivolto a persone anziane fragili con rischio di ulteriori complicanze psico motorie. L’attività viene svolta a domicilio da operatori e volontari qualificati sotto la supervisione dell’Unità di valutazione Multiprofessionale della USL/SdS Pisana e dei competenti assistenti sociali. In questo caso gli interventi di supporto e assistenza minima per riattivare le potenzialità ancora in essere dell’anziano in carico sono garantiti da associazioni da anni specializzate e capillarmente presenti sui Comuni associati che compongono il consorzio pubblico della SdS Pisana, ovvero la Pubblica Assistenza di Pisa, le Misericordie di Vicopisano e di Cascina, gli AUSER di Pisa e Cascina. I risultati ottenuti nel 2013/14 sono di tutto rilievo: 71 persone seguite con un alto numero di accessi settimanali e la capacità di mantenere l’anziano in una condizione psico fisica sufficiente evitando aggravamenti nella maggior parte dei casi. Al secondo livello assistenziale accedono coloro che cominciano a necessitare di un monitoraggio continuativo su 24 ore con intervento di pronto soccorso in caso di pericolo. Garantiscono l’attività al Pubblica Assistenza di Pisa, la CRI provinciale di Pisa, le Misericordie di Vicopisano e di Cascina. Il cuore del programma operativo, che si confronta con le demenze ormai conclamate realizzando comunque una circolarità con gli altri servizi pubblici rivolti a tali patologie, è il c.d. terzo livello assistenziale. Tale livello attuato dall’Associazione a promozione sociale “La Tartaruga” è costituito da 2 moduli complementari che permettono la presa in carico di pazienti con patologia neurologica cronica in maniera globale, coinvolgendo sia i pazienti che i familiari. Obiettivo principale è quello di mantenere più a lungo le autonomie di base della vita quotidiana nei pazienti con demenza medio-lieve (con autonomie di base ancora conservate), favorire la socializzazione e stimolare gli aspetti emotivo-affettivi e creare una rete fra i familiari o i principali caregivers. I due moduli sono così articolati: – “Riabilitazione domiciliare” per pazienti con demenza in fase iniziale- intermedia (m. di Alzheimer, D. Vascolari, D. miste, Demenze secondarie a M. Parkinson e Parkinsonismi) – “Centro di Mantenimento delle Autonomie” e “Gruppo di Auto Mutuo Aiuto”, il primo come continuità di trattamento per i pazienti ed il secondo per i familiari. Le modalità di accesso al Progetto in oggetto sono rappresentate dalle seguenti fasi: – Segnalazione della famiglia o MMG al Punto Insieme – Visita domiciliare da parte di Assistente Sociale di riferimento, infermiere territoriale e coordinatore del progetto e consulente neurologo della Neurofisiopatologia della AUSL5-Pisa per i casi di demenza mai valutati da specialista neurologo – Presentazione del caso nell’ambito dell’Unità di valutazione multidimensionale (UVM). All’interno del ciclo terapico sono stati trattati nell’anno 2013/14 43 persone. E’ stato osservato un generale miglioramento del tono dell’umore associato alla significativa motivazione a venire al centro e a un miglioramento delle capacità socio- relazionali. Il 60% dei pazienti che hanno partecipato al progetto ha mantenuto le proprie autonomie di base della vita quotidiana (BADL 8.6/30, valore medio) mentre il 40% di questi ha presentato un più rapido deterioramento cognitivo con progressiva perdita delle autonomie di base; tali pazienti sono stati successivamente inviati, previa valutazione nell’ambito della UVM, presso centro diurno per pazienti con demenza. Il risultato più significativo ottenuto all’interno del Gruppo di Auto –Mutuo Aiuto è stato la formazione del gruppo stesso; si è formata inoltre una rete solidale in grado di attivare un supporto telefonico reciproco gestito dai familiari stessi.