A. Ciaramella

Medico, psichiatra, psicoterapeuta – Istituto GIFT di Medicina Integrata, Pisa – Docente presso il corso di Laurea in Psicologia Clinica e della Salute Università di Pisa

 

Il neuroscienziato Norman Doidge nel suo libro “The Brain That Changes Itself” (2007), ha sintetizzato alcune evidenze scientifiche sulla plasticità cerebrale: contrariamente a quanto si pensava fino a pochi anni fa il nostro cervello, se stimolato, è in grado di compensare la perdita di neuroni distrutti, ricostruendo nuove interconnessioni.

Su questo principio si basa la psicoterapia: il risultato di un percorso terapeutico infatti è tanto più importante e duraturo, quanto più è in grado di sviluppare le risorse dell’individuo.

Queste risorse, dette resilienza, risultano spesso oscure alla coscienza in quanto poco utilizzate. La coscienza funziona generalmente mettendo in atto schemi cognitivo e comportamentali appresi nell’infanzia che, anche se allora svolgevano una importante funzione protettiva, con il passare del tempo, sono divenuti disfunzionali e, quando continuamente ripetuti, configurano una struttura mentale rigida che porterà a disturbi sia mentali che fisici.

In queste condizioni diventa quindi necessario accedere alle risorse individuali attraverso una ripetuta stimolazione come accade ad esempio in un percorso psicoterapeutico. Perché questo avvenga è necessario trasformare o bypassare gli schemi della mente conscia che bloccano l’accesso alle risorse (Freud li definiva meccanismi di difesa). Il successo terapeutico dipende quindi dalla capacità della coppia cliente-terapeuta di co-creare (Schore AN, 2008) momenti in cui emerge una variazione dello stato di coscienza, durante i quali le risorse dell’individuo risultano maggiormente accessibili.

In questa prospettiva l’ipnosi rappresenta una importante forma di psicoterapia in quanto ha come strumento per il suo funzionamento proprio la variazione dello stato di coscienza. Il buon risultato terapeutico è conseguente all’ampliamento delle abilità consce, attraverso una maggiore consapevolezza delle proprie risorse.

La relazione che si instaura tra la persona ed il terapeuta durante lo stato ipnotico (detto rapport), come diceva Milton Erickson, fa dell’ipnosi un processo di cooperazione volontaria in quanto nessun soggetto può essere ipnotizzato senza la sua volontà o la sua collaborazione. La motivazione alla cooperazione è il motore che muove tutto il processo terapeutico. L’ipnosi non cambia le persone né altera il loro vissuto, ma permette loro di sapere di più di se stesse.

L’ipnosi può essere utilizzata a scopo terapeutico nell’ambito di disturbi psicosomatici, disturbi del comportamento e della sofferenza associata a patologie croniche.

Questa tecnica si rivela efficace nel controllo di sintomi funzionali quali il disturbo da conversione, della sindrome da colon irritabile e dei disturbi legati alla respirazione, specialmente in età pediatrica. Viene utilizzata in ambito psichiatrico per il controllo dell’ansia e delle somatizzazioni. Questi ultimi anni vedono un aumento delle ricerche relative all’uso dell’ipnosi nei disturbi psicotici, nei disturbi psichiatrici post traumatici, nelle dipendenze e nella medicina legale per l’esplorazione delle amnesie post traumatiche.

Ampio utilizzo di tale terapia si riscontra attualmente nella medicina di emergenza e soprattutto in ambito anestesiologico per il controllo del dolore. L’ipnosi è sempre più utilizzata in ambito pediatrico per il controllo dell’ansia e del dolore durante esami diagnostici particolarmente invasivi.   

Soggetti con dolore di origine muscolo scheletrico e neuropatico trovano giovamento con la tecnica ipnotica associata o meno ad autoipnosi. I ragazzi in età scolare, portatori di cefalea od emicrania, possono evitare l’assunzione di terapie farmacologiche sia in fase acuta che nella profilassi, poiché il trattamento con ipnosi associato a “pillole” di autoipnosi, somministrate in acuto a domicilio, permette di evitare l’ abuso farmacologico.

Nel nostro istituto GIFT di Medicina Integrata utilizziamo l’ipnosi per il controllo dei disturbi psicosomatici: soggetti con sindromi gastro-intestinali, disturbi cutanei, asma e disordini respiratori, ipertensione, trovano giovamento con tale tecnica. Utilizziamo l’ipnosi per le terapie di disturbi psichici quali ansia generalizzata, panico, ossessioni, fobie, dipendenze, ed infine specifici protocolli vengono applicati per la terapia del dolore.