S. Maio, S. Baldacci Ist. Fisiologia Clinica (IFC) CNR

F. Pistelli, L. Carrozzi UO Pneumologia Univ. Dip. Cardiotoracico e Vascolare AOUP

G. Viegi Ist. Fisiologia Clinica (IFC) CNR – Ist. Biomedicina, Immunologia Molecolare (IBIM) CNR Palermo

Pochi studi hanno valutato i cambiamenti temporali nella prevalenza di sintomi/malattie respiratori con indagini trasversali ripetute ad intervalli di alcuni anni, specialmente in particolari range di età (es. bambini e giovani adulti).

Tali studi mostrano un aumento della prevalenza di asma a livello mondiale fino agli anni ’90, senza un successivo chiaro trend temporale. In Italia, lo studio ECRHS (European Community Respiratory Health Survey) ha mostrato un incremento nella prevalenza di asma fino a raggiungere il 6.6% nel 2010 in un campione di giovani adulti (20-44 anni).

Anche la prevalenza di rinite allergica è in aumento a livello mondiale. Il campione italiano dello studio ECRHS ha mostrato valori che variano dal 16.8% nel 1991 al 25.8% nel 2010. 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) diverrà la terza causa di morte nel 2030 nel Mondo. Ciò nonostante, studi epidemiologici mostrano risultati contrastanti, con tendenza all’aumento, stabilità o diminuzione della prevalenza di BPCO. In Italia, lo studio ECRHS ha evidenziato una prevalenza di bronchite cronica stabile negli ultimi 10 anni.     

In tale ambito si inquadra un’indagine dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR) di Pisa, in collaborazione con l’Istituto di Biomedicina e Immunologia Molecolare (IBIM-CNR) di Palermo, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e l’Università di Verona, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati su Respiratory Medicine.

Un campione di popolazione generale residente nei comuni di Pisa e Cascina è stato monitorato per 25 anni al fine di indagare l’evoluzione della prevalenza delle malattie respiratorie.

La prima indagine (PI1) si svolse nel periodo 1985-88 su un campione di 3865 soggetti (range d’età 4-97 anni; età media 44±21,3 anni), arruolato attraverso un metodo di campionamento randomizzato, stratificato, per cluster familiari. La seconda indagine (PI2) si svolse nel periodo 1991-93 su un campione di 2841 soggetti (range d’età 8-97 anni; età media 48±20,6 anni); oltre  ai soggetti già partecipanti a PI1, furono aggiunti nuovi familiari o soggetti non disponibili a PI1. La terza indagine (PI3) è stata svolta nel periodo 2009-11 su un campione di 1620 soggetti (range d’età 18-103 anni; età media 56,2±18,3 anni); oltre ai soggetti già partecipanti a PI1/PI2, sono stati aggiunti nuovi familiari o soggetti non disponibili a PI1/PI2.

In PI1 e PI2 è stato utilizzato lo stesso protocollo di studio, con raccolta di informazioni sullo stato di salute e fattori di rischio mediante un questionario standardizzato sviluppato dal CNR. In PI2, un sottocampione di soggetti con età <75 anni (n=1890) ha inoltre eseguito una spirometria (capacità vitale forzata) (spirometro Baires, Biomedin). 

In PI3 è stato utilizzato un questionario su stato di salute e fattori di rischio, sviluppato appositamente per un progetto Europeo sull’asma e la BPCO (progetto IMCA2). Un sottocampione (n=689) ha eseguito una spirometria (capacità vitale forzata) in accordo col criterio ATS/ERS (spirometro NDD, Easy-One).

I risultati dello studio, aggiustati per età, hanno mostrato come la prevalenza di alcuni sintomi/malattie respiratori sia più che raddoppiata negli ultimi 25 anni (tabella 1).

Tabella 1. Prevalenza di malattie e sintomi respiratori nelle 3 indagini di Pisa e Cascina

In particolare, gli attacchi d’asma sono aumentati dal 3,4 al 7,2%, la rinite allergica dal 16,2 al 37,4%, l’espettorato dall’8,7 al 19,5% e la BPCO dal 2,1 al 6,8%. L’ostruzione delle vie aeree alla spirometria è all’incirca raddoppiata (dal 10,8 al 21,1%).

Ulteriori analisi hanno confermato come l’abitudine al fumo e l’esposizione lavorativa siano fra i più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di queste affezioni respiratorie. Ma il “fattore urbano” rimane un elemento importante, sia per le allergopatie sia per le malattie croniche ostruttive: nei cittadini pisani rispetto ai cascinesi è stato mostrato un rischio maggiore del 19% di rinite allergica (Odds ratio 1,19; intervallo di confidenza al 95% 1,05-1,35), del 30% di espettorato (1,30; 1,12-1,49), del 54% di BPCO (1,54; 1,25-1,90) e del 14% di tosse (1,14; 0,99-1,31).

L’incremento dei sintomi e della diagnosi di malattie respiratorie osservato nella popolazione pisana e cascinese conferma il peso epidemiologico crescente della patologia respiratoria cronica. Pertanto, il controllo dei fattori di rischio che si sono dimostrati associati alla patologia (fumo, allergeni, esposizione lavorativa ed inquinamento ambientale) deve rappresentare una misura prioritaria nella pianificazione sanitaria, anche locale. Allo stesso modo, sono cruciali il coinvolgimento ed il ruolo della Medicina Generale nel precoce riconoscimento dei sintomi e della presenza di alterazioni spirometriche, in particolare tra i soggetti a rischio (ad esempio: fumatori o ex fumatori, residenti nelle aree con intenso traffico veicolare, esposti professionalmente a polveri/gas).