Roberto Trivelli

Presidente CAO Pisa

“Gli Stati Generali dell’Odontoiatria – comunica il Presidente Nazionale delle CAO dott. Renzo – non accettano più la logica dell’istituzione di tavoli tecnico-consultivi che non hanno alcuna reale funzione e pertanto chiedono l’instaurarsi di un rapporto diretto con il Ministro per dare seguito ad un effettivo confronto di idee”.

Il Ministro della Salute è stato informato con una lettera che alleghiamo.

In pratica la classica (e per ora ultima) goccia che ha fatto traboccare il vaso è il documento approvato giovedì 9 giugno dalla Conferenza Stato Regioni che definisce le nuove regole per le autorizzazioni sanitarie degli studi odontoiatrici. Con il documento si indicano i requisiti minimi di qualità e sicurezza per l’autorizzazione all’idoneità strutturale, tecnologica e organizzativa delle strutture dove vengono erogate prestazioni odontostomatologiche.

Alla base c’è il lavoro di anni svolto dal Tavolo attivato presso il Ministero della Salute al quale hanno partecipato tra gli altri esponenti ordinistici, delle Università e delle Associazioni di categorie. Ne è scaturito un documento modificato dal Ministero della Salute e trasmesso alla Conferenza Stato Regioni  che non ha tenuto conto   delle modifiche proposte dalle componenti odontoiatriche che non ne sono state nemmeno informate.

Le modifiche avevano rilevanza per la categoria dal momento che si chiedeva tra l’altro che i requisiti indicati per le autorizzazioni avessero valore solo per le nuove attività e non per quelle già in essere e  che venisse garantita la prosecuzione della attività anche nelle realtà attualmente autorizzate con le regole a suo tempo in vigore, pure in caso di passaggio di proprietà o cambio di intestazione come per fortuna è attualmente in essere nella nostra regione. Pensiamo per esempio solo all’impatto che avrebbe la normativa per gli studi situati in centri storici per la richiesta di adeguamenti strutturali e per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Proprio in questi giorni il Consiglio Regionale Toscano ha proposto modifiche alla legge regionale 5 agosto 2009 numero 51 “Norme in materia di qualità e sicurezza delle strutture sanitarie: procedure e requisiti autorizzativi di esercizio e sistemi di accreditamento”.

Noi abbiamo già presentato alla III Commissione consiliare di tutela della salute emendamenti migliorativi e comunque il nostro impegno a livello toscano è che resti perlomeno lo status quo.

In generale la questione mette in luce una situazione che si presenta sempre  più frequentemente anche a livello di amministrazioni locali: la politica rinuncia troppo spesso ad un confronto concreto e che non sia solo di facciata, con le realtà odontoiatriche nello studio e nell´attuazione di provvedimenti che riguardano la salute orale. In questo modo la collettività perde un patrimonio di conoscenze e di progettualità che contribuirebbe   ad un  miglioramento qualitativo  della salute di fasce sempre più estese di cittadini in difficoltà economica.

Eppure gli odontoiatri hanno sempre dimostrato disponibilità a collaborare con le istituzioni in un momento di crisi ed impoverimento che coinvolge strati significativi della nostra società.

Sul territorio Nazionale molti dentisti prestano la loro opera a vari progetti di volontariato che offrono un servizio gratuito alla collettività e attenuano il carico anche economico delle amministrazioni. Nella provincia di Pisa viene portato avanti da anni e rinnovato recentemente il progetto “Adotta il sorriso di un bambino” con il quale vengono adottati terapeuticamente per le cure odontoiatriche ragazzi in grave difficoltà sociale ed economica affidati ai servizi sociali.

Alla III Conferenza della Professione medica e odontoiatrica organizzata dalla FNOMCEO e dalla CAO Nazionale  “Guardiamo al Futuro: quale medico, quale paziente, quale medicina nel SSN?” organizzata dal 19 al 21 maggio a Rimini, presente la Ministra della salute Lorenzin, è stato lanciato un programma di odontoiatria solidale per far fronte a queste necessità da parte di una rete di dentisti “sentinella” impegnati gratuitamente nella prevenzione e in particolare nell’intercettare patologie orali anche gravi come i tumori della bocca o le complicazioni legate all’uso di antiriassorbitivi.

Fare prevenzione vuol dire anche abbattere i costi del sistema sanitario. “Le nostre proposte sono rivolte a tutti, alla politica e agli amministratori”, ha detto Giuseppe Renzo. Noi condividiamo sperando che il messaggio venga raccolto e che le nostre competenze tecniche e di rapporti umani possano essere utilizzate per migliorare il sistema della salute orale nel nostro paese.