F. Carmassi

U.O. Ortopedia e Traumatologia, AOUP

Dalla letteratura medica ho potuto rilevare che l’impiego della collagenasi nel trattamento del morbo di Dupuytren risulta essere una tecnica valida da usare in casi selezionati.

Il trattamento è ambulatoriale e  consiste nell’infiltrare la corda palmare retraente in più punti. Se la malattia ha determinato contratture multiple, le altre corde possono essere trattate in occasione di altre visite mediche per il trattamento a distanza di circa 4 settimane. Il giorno successivo viene eseguita una manipolazione del dito per ottenere una estensione del dito stesso. La manipolazione è dolorosa e viene eseguita in anestesia tronculare della regione anatomica da trattare. Nei giorni successivi, tali manipolazioni vengono ripetute. Se non si ottenesse una risposta soddisfacente, è possibile ripetere sia la somministrazione che la procedura di estensione del dito dopo circa 4 settimane.

I risultati di tale metodica sono incoraggianti. I pazienti non subiscono un intervento chirurgico che li rende inabili per circa un mese; le percentuali di successo sono buone e gli effetti collaterali non particolarmente importanti.

Non conviene però estendere tale metodica a tutti i casi.

Innanzi tutto non è possibile trattare casi molto gravi con retrazioni di 3° 4° delle articolazioni interfalangee e metacarpo falangee. Di fronte a retrazioni di più raggi della mano non risulta applicabile per l’eccessiva dose del farmaco da impiegare, come già affermato, il trattamento deve essere eseguito in sedute a distanza di circa un mese le une dalle altre.

L’indicazione ideale è una mono localizzazione, ad un raggio della mano, di grado non eccessivo quindi senza una grave retrazione dei cordoni aponeurotici.

Le complicazioni locali più frequenti sono le lacerazioni cutanee, le necrosi cutanee e gli ematomi.

E’ necessario, inoltre, seguire in maniera accorta il decorso post infiltrativo in particolare nella fase rieducativa per evitare una recidiva della fibrosi  e della retrazione in conseguenza ad una cattiva “compliance” da parte dei pazienti.

I costi della terapia non sono irrisori.

Questa metodica mi ricorda molto quella che veniva usata per le ernie discali contenute.

In casi di lombalgia da ernia discale, ove ne sussistevano le indicazioni, era effettuata una iniezione intradiscale di una enzima proteolitico (chemionucleolisi) che portava ad una distruzione di parte del disco intervertebrale e, quindi, ad una riduzione del volume erniario.

Dopo un periodo iniziale di entusiasmo, durante il quale sembrava di poter risolvere tutto con la “discectomia chimica, le indicazioni si sono molto ridotte e, ad oggi, tale metodica è stata pressochè soppiantata da altre procedure.

In conclusione, il trattamento del morbo di Dupuytren con collagenasi risulta essere una metodica valida da usare in casi ben selezionati e da personale dedicato e ben addestrato. Solo  dopo anni di trattamenti e revisioni di casistiche, saremo in grado di poter dare un giudizio definitivo su questa promettente procedura.