M. Gambacciani UO Ostetricia e Ginecologia 1, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana

Il trattamento laser è stato impiegato da ormai molti anni non solo nella medicina estetica, ma anche in dermatologia, odontoiatria, oculistica.  Negli ultimi anni sono apparse molte pubblicazioni riguardanti un innovativo uso del laser in ginecologica con risultati molto interessanti, non per trattamenti estetici, ma per veri e propri trattamenti per il ripristino delle fisiologiche funzioni vaginali.

L’effetto termico del laser determina, infatti, una intensa vasodilatazione ed una sintesi di nuovo collagene, con  un miglioramento dell’elasticità e tensione dei tessuti,  con interessanti applicazioni nella pratica clinica.

La sindrome genitourinaria della menopausa (Genitourinary syndrome of menopause, GSM) comprende una costellazione di sintomi correlati al declino degli ormoni ovarici, quali la secchezza vaginale, la dispareunia, le infezioni urinarie ricorrenti e l’incontinenza urinaria.   Accanto a  diverse terapie sistemiche e locali, con preparati ormonali e non ormonali, la terapia  Laser può offrire una nuova scelta per stimolare la riparazione tissutale e ristabilire le normali funzioni vaginali.  Dopo una prima generazione di Laser a CO2, è stato iintrodotto nella pratica linica un  Laser Erbium non ablativo (Vaginal Erbium Laser, VEL ®). Il VEL  è caratterizzato da una lunghezza d’onda di 2940 nm, e utilizza una sequenza controllata e di impulsi ( brevettata col nome SMOOTH ®) che permettono una distribuzione uniforme e controllata sulla superficie di tutto il canale vaginale, senza ablazione o carbonizzazione del tessuto. VEL costituisce un trattamento non invasivo, non ablativo, di seconda generazione per la terapia vaginale, determinando significativi miglioramenti della GSM. Gli effetti del laser sull’atrofia vaginale sono sovrapponibili a quelli ottenibili con la terapia estrogenica locale, ma molto più duraturi persistendo per circa 12-18 mesi dalla fine del trattamento. Il trattamento laser, quindi, è proponibile in tutte le donne che non vogliono fare terapie estrogeniche, oppure alle donne che non possono fare trattamenti ormonali, come le donne operate per tumore della mammella. Al contrario delle creme e gel lubrificanti, il trattamento laser non ha alcuna interferenza con la sessualità.

Come già detto, il trattamento VEL stimola il  rimodellamento collagenico: l’aumento controllato della temperatura dei tessuti stimola i processi di neocollagenesi in vivo. Essendo il collagene un importante costituente della fascia endopelvica e dello sfintere uretrale, l’aumento della sintesi collagenica può determinare un miglioramento del supporto fasciale e della funzione uretrale. In effetti, il trattamento con VEL induce un significativo miglioramento della sintomatologia legata all’incontinenza urinaria da sforzo (IUS), con un miglioramento ed una soddisfazione della donna nel 75 % dei casi. E’ logico quindi, nelle donne con IUS proporre in prima istanza un trattamento  con il laser prima di suggerire interventi chirurgici, che, seppur mini invasivi, hanno costi e possibili rischi ed effetti collaterali enormemente superiori.

L’effetto  del trattamento con VEL sul collageno e la fascia endopelvica può rappresentare un’opportunità non chirurgica anche per le iniziali forme di prolasso delle pareti vaginali che spesso si associano alla stessa IUS.  Il rilassamento delle pareti vaginali, non solo dopo la menopausa ma anche dopo il parto vaginale, determina la comparsa di fastidiosi sintomi d’ingombro e peso vaginale con riflessi psicologici correlati con una riduzione del piacere sessuale sia della donna sia del partner. Utilizzando la scala di Baden-Walker, nelle donne con un grado II o superiore è stata dimostrata la riduzione di almeno 1 grado di prolasso nella maggioranza delle donne, mantenuta a 12 mesi di distanza dal trattamento. Un miglioramento rilevante della sensazione di lassità vaginale è stato riportato dai partners con parallelo aumento della soddisfazione sessuale (70.0%).

Il trattamento VEL è una procedura ambulatoriale che non richiede alcuna medicazione prima o dopo la seduta; è  praticamente indolore, ed determina una percentuale di effetti collaterali veramente molto bassa (Fig. 1). Sebbene non siano disponibili dati di ampi studi randomizzati, i risultati degli studi osservazionali di lunga durata dimostrano l’efficacia del trattamento VEL per il ripristino funzionale della vagina. Infatti,  oltre l’80% delle donne considera il trattamento efficace , e richiede un successivo ciclo di trattamento a distanza mediamente di 12-18 mesi (Fig. 1).

Il VEL può essere ripetuto in tutta sicurezza non determinando lesioni tissutali che potrebbero portare ad alterazioni anatomo-funzionali delle pareti vaginali.

Il Servizio Sanitario Regionale Toscano attualmente prevede il trattamento laser vaginale, disponibile presso gli ambulatori della UO Ginecologia  della AOUP, con quota a carico, da cui sono esenti le donne con pregressa neoplasia. Anche alcune Compagnie Assicurative in questo momento coprono i costi soprattutto per la IUS, essendo questo un trattamento funzionale e non estetico, che può ridurre il ricorso a interventi chirurgici più invasivi e costosi.

In conclusione, il trattamento laser VEL per il ripristino funzionale della vagina rappresenta una nuova opportunità clinica per il benessere e la qualità di vita, mettendo paziente e medico in condizione di scegliere, considerando non solo le caratteristiche cliniche , ma anche le preferenze della donna stessa,  bilanciando i rischi ed i benefici di ogni scelta terapeutica.